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Promesse di guadagni facili, ma era una truffa: arrestati 2 broker finanziari a Catanzaro

Questa mattina, a seguito di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato di Catanzaro ha eseguito gli arresti domiciliari nei confronti di due persone indagate di abusivismo finanziario.

Si tratta di Domenico Masciari, promoter finanziario, 59 anni, di Catanzaro, e il suo collaboratore Rocco Marasco, 46 anni, di Battipaglia. Risulta indagato a piede libero Giuseppe Manzo di Montecorvino Pugliano in provincia di Salerno.

Contemporaneamente, è stato eseguito un sequestro preventivo di oltre 1,8 milioni di euro, somma considerata profitto illecito dell’attività truffaldina. Si tratta dell’esito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha visto impegnate le Sezioni di Polizia Giudiziaria – aliquote della Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Il meccanismo della truffa: investimenti fasulli e promesse ingannevoli

Secondo quanto ricostruito nella fase preliminare delle indagini – che dovranno essere confermate in sede processuale – i due arrestati avrebbero messo in atto un sistema collaudato di raccolta abusiva di denaro, promettendo investimenti redditizi a ignari cittadini.

I truffatori operavano senza alcuna abilitazione né iscrizione agli albi professionali previsti dalla normativa bancaria e finanziaria, ma si presentavano come promotori esperti, corredando le offerte di contratti simulati e questionari di adeguatezza per indurre fiducia e apparente regolarità.

Vittime in tutta Italia, epicentri in Calabria e Campania

Le vittime, numerose, risultano distribuite su tutto il territorio nazionale, con particolare concentrazione nelle aree calabrese e campana. Gli indagati proponevano facili guadagni e rendimenti elevati, facendo leva sull’ingenuità o sulla necessità di molte persone. I fondi raccolti venivano trasferiti tramite bonifici su conti correnti italiani ed esteri intestati a una società di comodo, creata appositamente per canalizzare i proventi dell’attività illecita. In altri casi, il denaro veniva raccolto direttamente in contanti.

Oltre 1,8 milioni sotto sequestro

Il valore complessivo delle somme movimentate e investite senza autorizzazione legale supera 1,8 milioni di euro, cifra ora sottoposta a sequestro preventivo su disposizione del GIP. Le indagini puntano ora a ricostruire nel dettaglio il flusso di denaro e a identificare eventuali altri complici o canali internazionali utilizzati per il riciclaggio.

L’ennesimo campanello d’allarme

L’operazione rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per i cittadini: dietro offerte allettanti di investimenti sicuri si nascondono spesso vere e proprie trappole finanziarie. Le autorità ribadiscono l’importanza di verificare l’abilitazione dei promotori e di diffidare da proposte non trasparenti.