Si chiude con una condanna il processo di primo grado nei confronti di un collaboratore scolastico accusato di violenza sessuale aggravata.
Il gup del Tribunale di Catanzaro Chiara Esposito ha inflitto 5 anni e 8 mesi al catanzarese F. M., 51enne, giudicato con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Saverio Pitelli, una pena di poco inferiore rispetto alla richiesta a sei anni formulata in aula dal pm Francesca Ravizza al termine della requisitoria.
Trascinata nel bagno delle donne e violentata
Secondo l’impianto accusatorio il bidello in servizio in un istituto superiore del Soveratese avrebbe abusato di una studentessa di 15 anni nel 2024 il 29 aprile, una violenza che è costata al collaboratore scolastico l’arresto e la sospensione dal servizio.
Il 51enne avrebbe prima afferrato la ragazza dal braccio, trattenendola con la forza per poi trascinarla nel bagno delle donne. Una volta chiusa la porta a chiave per impedire a chiunque di entrare, sarebbe iniziato l’incubo. L’uomo avrebbe costretto la minorenne, costituitasi parte civile nel processo e rappresentata dagli avvocati Vincenzo Varano e Filomena Pedullà a subire atti sessuali.
“Deve restare un nostro segreto”
Le avrebbe impedito qualsiasi via di fuga afferrandola tra le braccia e baciandola le avrebbe sollevato la maglietta per palparle il seno, per poi abbassarle i pantaloni per toccarle le parti intime. Attimi di terrore, durante i quali il bidello avrebbe cercato di irretire la studentessa ripetendole “che bel fisico che hai”, “sarai la mia fidanzata a vita”, cercando di strapparle un consenso mai ottenuto, con la richiesta che quello che stava accadendo tra di loro doveva restare un segreto.
La minorenne sarebbe tornata in classe scoppiando in lacrime, da qui l’avvio dell’indagine interna da parte dell’Istituto scolastico, mentre la denuncia della minorenne ha fatto scattare l’inchiesta della Procura, che ha portato ad una richiesta di rinvio a giudizio per l’imputato e alla condanna di primo a grado a cinque anni e otto mesi di reclusione.



