Un nuovo e preoccupante episodio di violenza e intimidazione scuote la comunità di Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Un locale appena inaugurato, concepito per offrire un servizio h24, è stato devastato in pochi secondi da due individui incappucciati.
Questo ennesimo gesto, che si presume di matrice mafiosa, getta un’ombra sul fragile equilibrio tra impresa e criminalità in un territorio già provato.
Colpo all’alba: martellate contro un servizio essenziale
Erano le 5 del mattino quando due persone a volto coperto si sono introdotte con estrema facilità all’interno di un distributore automatico di bevande e snack. Mentre uno dei malviventi faceva da palo, l’altro ha estratto un martello e ha iniziato a colpire con violenza le macchine, i vetri e persino il tablet di gestione. L’intera scena, rapida ma devastante, è durata meno di trenta secondi ed è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza, i cui filmati sono già stati acquisiti dagli inquirenti. I danni ammontano a diverse migliaia di euro.
Il distributore automatico non è un semplice “vending machine”; rappresenta una presenza utile e quasi indispensabile per la comunità, specialmente durante gli orari notturni quando i bar sono chiusi. La sua distruzione è stata paragonata a quella di una fontana pubblica o una casetta dell’acqua: un gesto contro tutti. Questi impianti, diffusi in diverse aree del Vibonese, sono una risposta concreta al bisogno di servizi continui e accessibili per i cittadini.
La pista del racket: il coraggio della denuncia
Dietro questo vile atto, gli inquirenti ipotizzano la mano del racket. Un messaggio chiaro: “Chi non paga, viene colpito”. Tuttavia, questa volta, il bersaglio ha deciso di non piegarsi. Il titolare del locale, Gregorio Galati, giovane imprenditore di San Gregorio d’Ippona, ha subito denunciato tutto ai carabinieri della Stazione di Mileto. Questo atto di coraggio civile è fondamentale in un territorio dove il silenzio spesso fa più danni della criminalità, e dove, fortunatamente, sempre più imprenditori e commercianti trovano la forza per ribellarsi a quelli che vengono definiti “parassiti del crimine”.
Caccia ai due incappucciati: indagini in corso
I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini. L’analisi approfondita dei filmati interni ed esterni al locale potrebbe fornire dettagli cruciali per identificare i due autori del raid. Le forze dell’ordine stanno cercando movimenti sospetti, eventuali complici o veicoli di supporto. Gli investigatori non escludono che l’attacco sia stato pianificato e che sia stato eseguito da manovalanza criminale legata a interessi più ampi nel controllo del territorio.
Dietro quei volti coperti non ci sono fantasmi, ma “parassiti del territorio” che vivono distruggendo il lavoro altrui. L’obiettivo primario, adesso, è smascherarli, inchiodarli alle loro responsabilità e assicurarli alla giustizia.



