Alle ore 12, l’Italia si scopre ancora una volta distante dalle urne. Il dato fornito dal Viminale è inequivocabile: solo il 7,35% degli aventi diritto ha votato.
Una percentuale drammaticamente bassa, che evidenzia un crollo della partecipazione democratica e una crescente disaffezione nei confronti delle consultazioni popolari. Su un totale di oltre 61mila sezioni, meno di 56mila hanno registrato passaggi significativi di elettori.
Calabria tra le regioni più astensioniste
Se il quadro nazionale è preoccupante, quello calabrese è ancora più grave. Alle ore 12, l’affluenza si ferma appena al 4,25%, confermando una disconnessione profonda tra istituzioni e cittadini. Su oltre 2.400 sezioni, l’afflusso alle urne è stato minimo, con un trend che non accenna a invertire la rotta. La Calabria si piazza tra le regioni con il dato più basso d’Italia, facendo segnare un’ulteriore battuta d’arresto sul fronte della partecipazione.
Province calabresi: Cosenza prova a resistere, Vibo tocca il fondo
Nella mappa dell’astensione calabrese, spiccano alcune differenze interne che aiutano a leggere meglio il contesto. Cosenza registra il dato più alto tra le province, con un’affluenza al 4,82%, seguita da Catanzaro con il 4,78%, in linea con la media regionale. Più in difficoltà la provincia di Crotone, che si ferma al 3,96%, e quella di Reggio Calabria, che non supera il 3,60%. Ma il dato più basso si registra a Vibo Valentia, dove solo il 3,19% degli aventi diritto si è recato alle urne.
I capoluoghi: Cosenza prima, Vibo ancora ultima
Anche restringendo il campo d’osservazione ai soli capoluoghi di provincia, lo scenario resta simile, ma i numeri aumentano leggermente. A Cosenza città, l’affluenza sale fino al 6,76%, mostrando una certa vitalità democratica almeno nel centro urbano. Catanzaro si attesta al 5,73%, dato comunque modesto ma sopra la media regionale. A Reggio Calabria, il cuore della più popolosa provincia calabrese, la percentuale resta bassa: 4,64%. Peggio ancora fa Vibo Valentia città, che si ferma al 4,10%, mantenendo il primato negativo anche su scala urbana.



