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Malvagità umana: neonata trovata morta nel parco, forse strangolata

Ci sono notizie che atterriscono, che lasciano senza parole, che sfidano ogni logica e comprensione umana. L’ennesima assurdità, un atto di inaudita malvagità o follia, ha consegnato al cielo un altro angioletto, una neonata la cui vita è stata brutalmente interrotta per mano di qualche persona malvagia o forse semplicemente pazza. Non ci sono spiegazioni, non possono essercene, per la tragedia che ha sconvolto Roma e l’intera Italia. 

Il ritrovamento nella Villa Doria Pamphili, avvenuto sabato, di una neonata di soli cinque mesi senza vita tra i rovi, e a poca distanza di una donna, ha gettato un’ombra inquietante sulla Capitale. Il terribile riscontro fornito dall’autopsia sulla neonata ha confermato i peggiori timori: la piccola sarebbe morta strangolata. Dagli esami emerge che il decesso sarebbe avvenuto la sera prima del ritrovamento, mentre sembra escluso che i segni sul suo capo siano stati così violenti da determinarne la morte.

Un mistero che si infittisce: due morti, troppe domande

L’altro dato cruciale emerso dall’esame autoptico, condotto anche sulla donna trovata a circa 200 metri dalla neonata, è che la sua morte risalirebbe ad almeno quattro giorni prima. Questo elemento, anziché chiarire il quadro, lo sta complicando per gli investigatori. La fascia temporale su cui compiere gli accertamenti si allarga, e la non contestualità dei decessi rende meno diretta l’ipotesi di un duplice omicidio per mano di un unico autore.

Anche la ricerca dell’identità delle due vittime resta assai complessa. Alla Squadra Mobile e in Procura sono giunte decine di segnalazioni di persone scomparse, ma poche si sono rivelate riferibili ai dati già in possesso degli inquirenti. Alcune verifiche hanno dato esito negativo. Per questo motivo, verranno diffusi anche i tatuaggi della donna – uno con un teschio su un surf e un altro floreale – nella speranza che possano aiutare le ricerche.

Sfide investigative: telecamere assenti e piste complicate

Il quadro così intricato ha richiesto nuovi sopralluoghi nello storico parco romano. Gli investigatori della Squadra Mobile sono incessantemente al lavoro per individuare elementi utili a far luce sulla vicenda. Dalle verifiche, alcune testimonianze iniziali che parlavano di un uomo ucraino con in braccio un neonato sono state smentite. Tuttavia, la polizia sta raccogliendo diverse testimonianze e vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza a più ampio raggio, nelle strade intorno alla Villa. Questo perché, in un’area di oltre 180 ettari di verde che compone il parco, è assente la vigilanza degli occhi elettronici, una lacuna che rende le indagini ancora più ardue.

Sul corpo della donna non sono emersi segni di violenza, e si attendono gli esiti degli esami istologici e tossicologici. Non si esclude che il suo decesso possa essere riconducibile a un’overdose.

L’ipotesi che donna e neonata fossero madre e figlia – la prima una quarantenne di nazionalità romena, la seconda di circa cinque mesi – è al centro delle indagini. Il corpicino della bimba, senza vestiti, è stato abbandonato tra i rovi, descritto da un testimone come “sembrava una bambola”. Il cadavere della donna era invece chiuso in un sacco nero, con un braccio fuori, scoperto da una ragazza in via Leone XIII. Un testimone avrebbe riferito di aver visto la donna e la neonata insieme a un uomo nel parco in precedenza.

La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per duplice omicidio aggravato. La Scientifica lavora incessantemente per ricostruire il caso, senza escludere nessuna pista. Le forze dell’ordine hanno transennato l’area e continuano i sopralluoghi in cerca di ogni traccia o indizio utile. La speranza è che la luce della giustizia possa squarciare il velo su questa terribile tragedia e dare pace a due vite spezzate da un’assurdità insopportabile.