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Terzo autovelox incendiato a Palmi in pochi mesi: torna l’ombra di “Fleximan” in Calabria

La Calabria torna a essere teatro di atti vandalici contro i dispositivi di controllo della velocità.

Questa volta, l’episodio si è verificato a Palmi, lungo la Statale 18 Tirrenica, dove ignoti hanno incendiato uno degli autovelox installati per la prevenzione. Il rogo è divampato nella notte tra il 6 e il 7 giugno, e ciò che rende l’accaduto ancora più preoccupante è che lo stesso apparecchio era già stato preso di mira in precedenza, con danneggiamenti segnalati a febbraio e marzo scorsi, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica.

La condanna del sindaco e il fenomeno “Fleximan”

Il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, ha espresso una ferma condanna per l’accaduto, ribadendo con decisione che l’amministrazione comunale “non arretrerà” e continuerà a lavorare per garantire la sicurezza stradale, “nell’interesse dell’intera comunità”. Un messaggio chiaro contro chi tenta di minare la legalità sulle strade.

L’episodio di Palmi non è affatto isolato. In tutta la Calabria si sta registrando una preoccupante proliferazione di attacchi contro autovelox e telecamere di sorveglianza.

Spesso, questi gesti sembrano ricollegarsi, anche in forma indiretta, a simpatizzanti del cosiddetto movimento “Fleximan“, diventato simbolo di una protesta estrema contro gli strumenti di controllo della velocità.

Tra i metodi utilizzati si registrano incendi dolosicolpi d’arma da fuoco e danneggiamenti con attrezzi da lavoro. Casi simili sono stati segnalati a Tarsia (CS)Simeri Crichi (CZ) e sul Tirreno Cosentino, tutti accomunati dallo stesso obiettivo: sabotare i dispositivi di controllo e, di fatto, le politiche di prevenzione degli incidenti.

Sicurezza stradale a rischio e fiducia nelle istituzioni

Queste azioni non solo mettono a rischio la sicurezza stradale, ma rallentano significativamente le attività di prevenzione e minano la fiducia nelle istituzioni.

Il fenomeno è alimentato anche da una parte dell’opinione pubblica che continua a percepire gli autovelox più come strumenti “per fare cassa” che come efficaci deterrenti contro l’alta velocità e, di conseguenza, contro incidenti spesso mortali.

Di fronte a questa ondata di vandalismi, le amministrazioni locali sono chiamate a rafforzare la sorveglianza e la tutela dei dispositivi, ma anche e soprattutto a promuovere una maggiore consapevolezza civica sull’importanza fondamentale del rispetto delle norme stradali. La sfida è duplice: garantire la legalità e la sicurezza, e ricostruire la fiducia nel valore sociale di questi strumenti.