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Sanità Calabria al collasso: nessun medico nell’ambulanza, ennesimo morto

Oggi, che per Lamezia Terme dovrebbe essere un giorno di festa, è purtroppo funestato da un episodio di morte che riaccende i riflettori sulle criticità del sistema sanitario calabrese. La denuncia arriva forte e chiara da Saverio Ferrari, delegato provinciale SMI dell’ASP di Catanzaro e medico del 118, che si è trovato ad essere “semplice spettatore e testimone dell’ennesimo episodio di pessimo o inesistente funzionamento del SUEM 118 calabrese in generale e dell’ASP di Catanzaro in particolare!”.

Il medico prosegue nel suo racconto, delineando un quadro allarmante. Sul luogo dell’evento, in pieno centro cittadino, Ferrari ha visto “due gazzelle dei carabinieri e due ambulanze (quella di Maida e di Falerna) entrambe senza medico a bordo”. Un dettaglio che, di per sé, basterebbe a scuotere le coscienze. Ma la situazione si aggrava: “Quella di Maida addirittura senza infermiere – precisa ancora – impegnata pertanto a fare da taxi a medico ed infermiere dell’elisoccorso atterrati poco distanti da via Piave e giunti sul luogo dell’evento affinché il medico potesse certificare la morte del paziente. Nulla di più, purtroppo!”.

Il disastro delle ambulanze “demedicalizzate” e lo spreco di denaro pubblico

Il racconto di Ferrari evidenzia una disfunzione sistemica: “La PET (Postazione di Emergenza Territoriale) di Lamezia anch’essa demedicalizzata era impegnata evidentemente in altro soccorso mentre Soveria anch’essa demedicalizzata era troppo distante dal tristissimo evento!” Il risultato è sconcertante: “Su un territorio di circa 150/170 mila abitanti per il turno 8-14 (solo uno dei tantissimi) di oggi tutte e quattro le ambulanze presenti sul territorio sono state demedicalizzate e per una ‘semplice’ attestazione di decesso è dovuto intervenire il medico dell’elisoccorso!”

A questa inefficienza si aggiunge un evidente spreco di denaro pubblico, poiché, come sottolinea il medico, “quando ‘si alza’ l’elisoccorso il costo è molto più alto rispetto a quello di una comune ambulanza!”. Un paradosso intollerabile in una regione che necessita di ottimizzare ogni risorsa.

La falsa “narrazione rassicurante” e l’urgenza dell’estate

Ciò che deve essere chiaro a tutti, afferma Ricciardi con veemenza, è che “la narrazione ‘rassicurante’ sul servizio 118 calabrese del presidente e commissario Occhiuto e del direttore generale di Azienda Zero Miserendino e di chiunque altro sia impegnato in maniera diretta o indiretta nella gestione di tale servizio inteso come servizio di urgenza ed emergenza medica è totalmente falsa, destituita di fondamento!”.

La realtà è ben diversa: “C’è solo un servizio che vive alla giornata grazie all’impegno quotidiano – h24 di tutti gli operatori – medici, infermieri ed autisti – delle PET e delle due centrali operative – Catanzaro e Cosenza!”. Tutto il resto, ribadisce, “non corrisponde a verità”.

L’allarme è ancora più pressante considerando che “l’estate con un aumento esponenziale di abitanti e quindi di richieste di soccorso è ormai alle porte senza che nessuno abbia cercato in questi anni di ovviare a tale disastro sanitario!”. È un grido d’aiuto per un sistema al limite, che rischia il collasso proprio quando la domanda di assistenza sarà maggiore. La salute dei calabresi non può più aspettare.