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Occhiuto ai giornalisti calabresi: “Mi sento violato, ma sono pronto a lottare”

A seguito dell’intervista rilasciata su una rilevante emittente televisiva nazionale, Roberto Occhiuto, il Presidente della Regione Calabria, ha scelto di rivolgersi direttamente ai giornalisti della sua terra per affrontare le questioni sollevate dall’indagine della Procura di Catanzaro, che lo vede coinvolto per presunta corruzione assieme ad almeno altre due figure: il dirigente Paolo Posteraro e l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro. Il luogo scelto per questa importante dichiarazione è stata la “casa dei calabresi”: la Cittadella Regionale, situata a Germaneto di Catanzaro.

“Ho preso la decisione di tenere una conferenza stampa anche con i rappresentanti della stampa locale perché lo ritenevo un atto doveroso,” ha esordito il capo della giunta regionale calabrese. “Questa è una scelta che, di norma, viene sconsigliata dai miei consulenti legali, in quanto non è prassi comune parlare con i media prima di essere interrogati dalle autorità. Tuttavia, la mia attività è sempre stata improntata alla massima trasparenza, e non intendo permettere che l’immagine della Regione che guido venga in alcun modo compromessa. Potrebbe sembrare un approccio poco prudente, ma è un dovere, anche nei confronti dei cittadini calabresi, in linea con il mio modo abituale di comunicare.”

La scoperta dell’indagine e la condanna delle informazioni 

Nel corso dell’incontro, Occhiuto ha cercato di fare luce sui punti cruciali della vicenda. “Non ho idea di chi abbia divulgato queste informazioni,” ha precisato, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Ho ricevuto i primi documenti venerdì 6, e l’atteggiamento delle Forze dell’Ordine è stato estremamente professionale e discreto.”

Il Presidente ha ammesso di essere rimasto “sbalordito” alla notizia, cercando immediatamente di comprenderne la natura, data la scarsa chiarezza iniziale dei fatti contestati. “Ho chiesto che si evitassero divulgazioni non autorizzate, anche per non allarmare le persone a me più vicine; non ne ho parlato nemmeno con il mio addetto stampa. Poi, però, ha iniziato a circolare un fermento, un vero e proprio ‘vortice’ di voci, e ho ricevuto chiamate da giornalisti a livello nazionale. A quel punto, ho compreso che la notizia sarebbe diventata pubblica in breve tempo e ho deciso di anticiparla io stesso. Non so come sia successo, ma qualcuno ha evidentemente comunicato con la stampa; non ho ancora idea di chi, ma qualcuno lo ha fatto.”

“Mi sento oltraggiato, ma sono pronto a lottare”

Con un’espressione forte e toccante, il governatore ha dichiarato: “Mi sento oltraggiato nella mia dignità, ma ho assunto una postura di combattimento.” Occhiuto ha poi chiarito: “Non credo in una cospirazione da parte della magistratura e non l’ho mai affermato. Spero vivamente che i documenti non siano stati divulgati dalla Procura o dalla polizia giudiziaria; non so da dove provengano, forse da un avvocato con idee politiche divergenti… Ho ricevuto un’enorme solidarietà da numerosi leader nazionali e locali di tutte le formazioni di centrodestra, persino da Salvini, un grande sostegno. Per altri esponenti politici questo supporto non c’è stato, ma io non mi sono mai sentito solo. Ho un solido legame con le leadership nazionali e non prevedo problemi su questo fronte. Ma il supporto più significativo, straordinario, l’ho ricevuto dalla gente calabrese; un’ondata di solidarietà così forte che non l’ho percepita nemmeno dopo aver subito un intervento chirurgico.”

Occhiuto ha ricordato una triste consuetudine: “Tutti i governatori regionali prima di me sono stati oggetto di indagini o persino colpiti da provvedimenti cautelari; in gran parte sono stati poi riconosciuti innocenti, ma sono stati politicamente annientati. Io non permetterò che la mia carriera politica venga distrutta.” Il Presidente ha poi precisato di non avere alcuna remora a riferire sulla sua indagine di fronte al Consiglio regionale. Ha poi aggiunto: «Mi sento oltraggiato, infuriato; credo di non meritare tutto questo, tuttavia sono in modalità combattimento perché ritengo di avere la forza e la determinazione necessarie per affrontare questa circostanza, e lo dimostrerò.» Ha concluso con una chiara dichiarazione di intenti: “Non mi lascerò indebolire, mi ripresenterò come candidato, e oggi lo dico con una convinzione ancora maggiore, per mostrare che in Calabria c’è stato un vero cambiamento e voglio che siano i calabresi a valutare la mia gestione.”