È stato firmato oggi presso Aran – Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni – il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) Sanità 2022-2024, al termine di una delle trattative più complesse degli ultimi anni.
Una firma che segna un cambio di paradigma per migliaia di operatori sanitari.
Le novità più significative
Tra le novità più significative, l’accesso all’Area di Elevata Qualificazione anche per gli infermieri e professionisti sanitari senza laurea magistrale, ma con almeno sette anni di esperienza, incarichi documentati e titoli equipollenti. Un traguardo che, secondo il sindacato Nursing Up, rompe una storica barriera che ha penalizzato chi, pur ricoprendo ruoli di alta responsabilità clinica, è rimasto escluso da progressioni di carriera.
Le dichiarazioni del presidente Antonio De Palma
“È una conquista per chi è rimasto invisibile” – ha dichiarato Antonio De Palma, presidente di Nursing Up – “non firmare avrebbe significato lasciare migliaia di professionisti senza prospettive. Ora finalmente la crescita non sarà riservata solo ai laureati magistrali“.
Le principali novità del contratto
- Area di Elevata Qualificazione: accessibile anche senza laurea magistrale, con requisiti alternativi.
- Mobilità: obbligo per le aziende sanitarie di pubblicare bandi almeno una volta l’anno tra gennaio e marzo.
- Formazione ECM: i professionisti potranno scegliere i percorsi formativi da seguire, superando l’attuale modello centralizzato.
- Pronta disponibilità: confermato il tetto massimo di 7 al mese, con possibilità di flessibilità da giugno a settembre tramite contrattazione integrativa.
- Indennità di specificità: le ostetriche recuperano la differenza economica rispetto agli infermieri.
- Temi aperti per il prossimo CCNL 2025/2027: genitorialità per turnisti, mensa aziendale, modelli organizzativi e sostenibilità delle carriere.
Nursing Up: “Una nuova stagione di lotta e crescita”
Pur riconoscendo criticità legate a risorse insufficienti e indennità ancora inadeguate, il sindacato sottolinea che il nuovo contratto rappresenta “una base concreta su cui costruire il futuro delle professioni sanitarie. Questa firma è solo l’inizio”, ha affermato De Palma. “Chiederemo al Governo ulteriori risorse per i professionisti ex legge 43/2006, retribuzioni adeguate al rischio e al costo della vita, e carriere che attraggano le nuove generazioni“. Il nuovo Ccnl Sanità, dunque, non chiude una battaglia sindacale, ma apre un nuovo ciclo di confronto, con l’obiettivo di rendere il contratto uno strumento vivo di riconoscimento e valorizzazione professionale per chi ogni giorno garantisce la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.



