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La rimozione della statua di Mancini scuote la comunità e genera indignazione

Esattamente una settimana fa, nel primo mattino del 18 giugno 2025, un gesto inaspettato ha sconvolto la quiete di Cosenza: la statua di Giacomo Mancini è stata prelevata e allontanata dalla sua collocazione davanti al municipio.

Da quel momento, l’onda di sdegno e protesta per l’offesa arrecata a un emblema della nostra comunità non si è più placata, diffondendosi rapidamente ben oltre i confini locali.

Lo ha ribadito con forza Giacomo Mancini, vicepresidente della FGM, commentando l’accaduto a sette giorni esatti da quella controversa rimozione del “Leone”.

L’affronto alla storia e le modalità brusche con cui è stata perpetrata questa dislocazione hanno colpito duramente l’animo di tutti. Rabbia, sofferenza, incredulità, delusione, commozione e un profondo senso di indignazione si sono diffusi a Cosenza, in tutta la Calabria e persino a livello nazionale.

Il 18 giugno 2025 – ha continuato Mancini – rimarrà impresso nella memoria collettiva di Cosenza come la data di una profonda lacerazione, inferta dall’amministrazione alla sensibilità di un’intera comunità. L’agire del sindaco ha disonorato la storia, vilipeso il ricordo e profanato la memoria, insultando persino gli ideali socialisti che Mancini incarnava.

Anche i principali media nazionali hanno ripreso la notizia, tutti accomunati dalla stessa domanda: qual è stato il motivo dietro un’azione così radicale? La risposta è perentoria: non esiste una singola ragione valida. Niente che possa giustificare un tale sfoggio di prepotenza, volgarità morale, meschinità e uno spreco ingiustificato di denaro pubblico.

Il 18 giugno 2025 – ha concluso Mancini – sarà una data che servirà a ricordare alle generazioni future tutto ciò che chi ha la responsabilità di amministrare una comunità non dovrebbe mai permettersi di fare. Che sia un monito a imperitura memoria.