HomeAttualitàConcessioni balneari a Soverato, il Tar...

Concessioni balneari a Soverato, il Tar salva l’estate ma avvisa il Comune: “Stop alle proroghe, ora le gare”

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha pronunciato un’ordinanza che accende un nuovo faro sul controverso sistema delle concessioni demaniali marittime nel Comune di Soverato, epicentro negli ultimi anni di scontri amministrativi, contenziosi giudiziari e decisioni politiche non sempre lineari.

Al centro del giudizio il ricorso presentato dalla Ranieri Group, in tutte le sue articolazioni societarie, contro il Comune di Soverato e una lunga lista di stabilimenti balneari, hotel e soggetti economici che si affacciano sul litorale ionico catanzarese. Ma il Tar di Catanzaro non concede la sospensiva richiesta, per una ragione precisa: non fermare la stagione estiva 2025, ormai già avviata.

Lo scontro: concessioni scadute, gare mai bandite

La battaglia amministrativa ruota attorno alla mancata messa a gara delle concessioni demaniali marittime scadute, come previsto da due precedenti sentenze dello stesso TAR che impongono al Comune un obbligo chiaro: bandire pubblici concorsi per l’assegnazione degli spazi in riva al mare. La Ranieri Group ha contestato l’adozione della delibera n. 116 della Giunta comunale del 19 maggio 2025 – formalmente scambiata nel ricorso per la n. 115 – ritenendola in violazione dell’effetto conformativo delle sentenze precedenti e dunque potenzialmente nulla.

Il Tribunale chiarisce: è la delibera 116 il vero oggetto dell’impugnazione

Nella parte più netta dell’ordinanza, il Tar corregge l’errore materiale presente nell’epigrafe del ricorso, chiarendo che non è la delibera 115/GM ma la 116/GM quella realmente oggetto di censura. Nonostante l’imprecisione formale, i giudici riconoscono che il contenuto del ricorso è inequivocabile, anche perché le difese del Comune e di altri soggetti resistenti si sono sviluppate su quella delibera.

No alla sospensiva: si tutelano stagione turistica e interesse pubblico

Il punto più controverso – e politicamente sensibile – riguarda il rigetto della richiesta di misura cautelare sospensiva. Il Tribunale ammette che le delibere in oggetto potrebbero essere in contrasto con le precedenti decisioni giurisdizionali, ma sottolinea che una sospensiva ora sarebbe inutile per i ricorrenti e dannosa per la collettività.
Bloccare le concessioni adesso – afferma il TAR – significherebbe colpire in piena estate gli operatori turistici e i cittadini, compromettendo l’accesso al mare e la funzionalità della stagione balneare”. La scelta dei giudici è quella di non sacrificare l’interesse pubblico immediato, ma di procedere rapidamente al giudizio di merito.

Udienza pubblica fissata per il 26 novembre 2025

Il Tar dispone che il ricorso venga trattato con il rito ordinario in udienza pubblica, fissata per il 26 novembre 2025. Nel frattempo, la Ranieri Group dovrà rinnovare le notifiche non andate a buon fine entro il 31 luglio 2025, pena l’inammissibilità.

La scelta del rito ordinario è motivata dal cumulo delle due azioni promosse: quella di ottemperanza (per far eseguire la sentenza n. 846/2025) e quella di annullamento della delibera 116. I giudici riconoscono la piena legittimità di questa strategia processuale, in quanto le domande coinvolgono le stesse parti, lo stesso atto, e il medesimo interesse sostanziale.

Una partita tutta politica?

Sullo sfondo della vicenda si staglia l’ombra di una gestione politica delle concessioni balneari, tra proroghe de facto e contenziosi che si moltiplicano. Il fatto che una delle più importanti realtà imprenditoriali del comparto nautico calabrese – la Ranieri Group – abbia deciso di portare la battaglia in aula contro decine di operatori balneari, racconta molto del clima di tensione che si respira sulla costa ionica. A vincere questo round è tuttavia il sindaco Daniele Vacca che è riuscito nell’obiettivo primario di salvare la stagione balneare già avviata evitando un vero e proprio caos. Il problema è spostato in autunno e ci sarà tutto il tempo necessario per risolvere definitivamente una vicenda che va avanti da anni a colpi di proroghe ora non più possibili.

La giustizia prende tempo, ma non rinuncia alla chiarezza

Il Tar di Catanzaro, con un’ordinanza articolata e prudente, evita decisioni affrettate, ma ribadisce con forza i principi della legalità amministrativa: le concessioni scadute non possono essere prorogate automaticamente e devono essere messe a gara, come prevede la legge e come stabilito dalle stesse sentenze passate.