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L’ultimo sorso di Brasilena: addio a Cesare Cristofaro, simbolo dell’imprenditoria calabrese

Si è spento nelle scorse ore Cesare Cristofaro, imprenditore calabrese e titolare dell’Acqua Calabria, azienda diventata famosa grazie alla Brasilena, la celebre bibita al caffè nata nel cuore della regione.

Era figlio del cavaliere Salvatore Cristofaro, fondatore dell’impresa e pioniere di un modello industriale cresciuto tra le sorgenti di Monte Covello, dove negli anni Sessanta prese vita l’allora Industria Meridionale Acque Gassate.

Una storia familiare diventata simbolo identitario

La Brasilena è diventata, con gli anni, parte della quotidianità non solo calabrese ma nazionale. La sua bottiglietta è entrata a far parte di quel simbolico “pacco da giù”, amatissimo dai fuorisede, che la considerano un pezzo insostituibile di identità culturale e affetto familiare.

Cesare Cristofaro, con forza, determinazione e spirito imprenditoriale, aveva raccolto il testimone del padre, proseguendo la tradizione familiare con visione moderna e ampliando lo stabilimento già nel 1982. Da allora, l’imbottigliamento della Brasilena è cresciuto costantemente, fino a rifornire bar, supermercati e chioschi di tutta la regione e anche del Nord Italia.

Una figura insostituibile per l’economia calabrese

Con la scomparsa di Cesare Cristofaro si chiude un capitolo importante della storia imprenditoriale calabrese, ma resta vivo il ricordo di un uomo che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, diventando un esempio di impegno e lungimiranza nel panorama industriale del Sud Italia.