La comunità di Rende si risveglia oggi sotto il peso di un dolore insopportabile. Ieri pomeriggio, una giornata che doveva essere di svago e divertimento si è trasformata in un incubo, con la tragica notizia della scomparsa di una bambina all’interno del parco acquatico cittadino. Un evento che ha lasciato l’intera collettività in uno stato di profondo sgomento e incredulità.
Il Sindaco Sandro Principe e l’Amministrazione Comunale di Rende, interpretando il profondo cordoglio che pervade la città, hanno immediatamente proclamato il lutto cittadino, stringendosi con solidarietà attorno ai familiari colpiti da questo immenso dolore. L’Amministrazione ha prontamente richiesto ai responsabili degli uffici competenti di avviare ogni necessaria procedura per una ricostruzione puntuale ed esaustiva dei fatti, riservandosi di adottare, una volta chiarite le dinamiche, tutti i provvedimenti del caso.
Sulla vicenda, la Procura di Cosenza, sotto il coordinamento del Procuratore capo Vincenzo Capomolla, ha già aperto un fascicolo d’inchiesta. Il Pubblico Ministero di turno, Bruno Antonio Tridico, ha affidato l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Silvio Berardo Cavalcanti, un passo fondamentale per accertare le cause del decesso. L’autopsia sul corpo della piccola vittima è attesa per la giornata di domani, un passaggio cruciale per fare piena luce sulle circostanze della tragedia.
Secondo una prima ricostruzione degli eventi e le testimonianze raccolte tra i presenti, la bambina sarebbe entrata in piscina, avanzando per circa un metro in acqua, quando avrebbe improvvisamente perso il contatto con il fondo. Nonostante l’immediato intervento di soccorso, anche da parte di due infermieri che si trovavano nella struttura pur non essendo in servizio e che hanno tentato disperatamente di rianimarla, ogni sforzo si è rivelato purtroppo vano. La piccola si trovava al parco acquatico in compagnia di alcuni familiari maggiorenni. Altre testimonianze riferiscono che la bambina avesse consumato del cibo poco prima di entrare in acqua e che avesse avvertito un malore. Gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo sull’indagine in corso.
La città di Rende si unisce nel silenzio e nel dolore, in attesa che la giustizia faccia il suo corso per comprendere appieno quanto accaduto.



