Il presunto sistema parallelo di prenotazioni sanitarie pilotate nell’Oculistica dell’AOU di Catanzaro, oggetto di una inchiesta penale per corruzione, peculato e truffa, è solo la punta dell’iceberg.
Al centro della polemica politica ci finisce ora anche il Cup unico regionale, la riforma digitale delle prenotazioni sanitarie voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che però – secondo il Partito Democratico – “funziona solo sui social”, mentre nella realtà i cittadini “sono costretti a pagare sottobanco o aspettare mesi”.
Il dibattito si accende dopo la nota del direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, che difende la svolta gestionale avviata con il nuovo sistema di prenotazione digitale centralizzato. Una difesa che però per l’opposizione “non solo non chiarisce nulla sul caso Catanzaro, ma serve solo a coprire il silenzio del governatore”.
Il manager difende il Cup: “Ora trasparenza e controllo”
“Prima c’era il caos, adesso abbiamo un sistema moderno, integrato e trasparente”: così il dg di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, presenta il Cup unico come il fiore all’occhiello della riforma Occhiuto. Il nuovo sistema – afferma – consente interoperabilità tra Asp, Ao e medici accreditati, monitoraggio delle liste d’attesa, visibilità in tempo reale delle disponibilità, integrazione delle agende di visite e controlli e prenotazioni possibili attraverso sportelli, call center, farmacie, portale e app regionali.
“Un cambiamento epocale, che ha messo fine al disordine cronico”, dice Miserendino, ammettendo però che “il processo è ancora in divenire” e che “possono esserci ancora zone d’ombra”. Ma per il manager “non è intellettualmente onesto ignorare i passi avanti fatti”.
Il Pd attacca: “Sistema fuori controllo, Occhiuto dribbla la verità”
Durissima la replica del Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto e dal capogruppo regionale Mimmo Bevacqua, che punta il dito contro il governatore-commissario: “Occhiuto si nasconde dietro i suoi megafoni, non risponde sulle vere criticità del sistema”. E accusano Miserendino di fare da “scudo politico” al suo “dante causa”.
Nel mirino c’è il “caso Oculistica Catanzaro”, che secondo la magistratura avrebbe visto “agende mediche alterate e appuntamenti venduti a pagamento a pazienti in attesa”. Il Pd definisce “inopportuna e fuorviante” la nota difensiva del dg di Azienda Zero: “Dribbla completamente la questione, non dice nulla sulle ombre emerse”.
“Prenotazioni a pagamento e scorciatoie: la riforma è di facciata”
“La verità – scrive il Pd – è che il sistema è fuori controllo, e la sanità calabrese è ostaggio di opacità e disparità. I cittadini che non possono permettersi scorciatoie restano indietro”. La riforma del Cup, secondo i dem, sarebbe più un’operazione mediatica che una reale rivoluzione: “Funziona solo sui profili social del presidente, mentre nella realtà si moltiplicano i disagi, le denunce e i casi gravi come quello di Catanzaro”.
I democratici annunciano anche un’interrogazione urgente in Consiglio regionale, per sapere quali misure concrete la Giunta voglia adottare “per ripristinare la trasparenza e garantire controlli rigorosi sulle liste d’attesa e sul sistema delle prenotazioni”.
Inchiesta giudiziaria e scontro politico: si allarga il caso Catanzaro
L’indagine sulla presunta truffa all’Oculistica dell’AOU Renato Dulbecco è quindi solo il detonatore di una frattura profonda. Da una parte la Regione che rivendica la svolta gestionale e la digitalizzazione, dall’altra l’opposizione che denuncia “abusi sistemici, liste truccate e prenotazioni vendute sotto banco”.
Il Pd chiede verifiche anche all’Università Magna Graecia e denuncia: “Migrazione sanitaria alle stelle, Livelli Essenziali di Assistenza inaccettabili e nessuna risposta reale ai problemi strutturali della sanità calabrese”.



