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In Calabria è allarme gioco d’azzardo: spesa media oltre i 3 mila euro, boom dell’online e pericolo riciclaggio

Sono dati allarmanti quelli diffusi nella nuova edizione del “Libro nero dell’azzardo”, il report annuale curato da Federconsumatori, Cgil e Fondazione Isscom, presentato a Roma.

La Calabria si conferma una delle regioni italiane dove si spende di più per il gioco d’azzardo, soprattutto in rapporto al reddito pro capite e al numero di abitanti.

Il report descrive un quadro paradossale: il potere d’acquisto arretra, ma l’Italia è diventata il primo mercato europeo per l’azzardo, e uno dei principali al mondo. Nel solo 2024, la raccolta nazionale ha toccato i 157 miliardi di euro, pari al 7,2% del Pil, con una media pro capite (per i maggiorenni) che supera i 3.000 euro.

Scalea prima, Calabria maglia nera

In Calabria la situazione legata al gioco d’azzardo online si fa ancora più allarmante. Tutte e cinque le province della regione figurano tra le prime venti in Italia per spesa pro capite. Reggio Calabria si colloca all’ottavo posto, seguita da Vibo Valentia all’undicesimoCatanzaro al dodicesimoCosenza al sedicesimo e Crotone al diciassettesimo.

La media regionale si attesta sui 3.041 euro a persona, la terza più alta in assoluto, ben al di sopra della media nazionale ferma a 2.162 euro. Il quadro peggiora se si prendono in esame i soli capoluoghi di provincia: Reggio, Crotone e Catanzaro rientrano tra i primi dieci, con valori che sfiorano i 4.000 euro pro capite.

Ancora più drammatici sono i dati che emergono nei centri più piccoli. Melito di Porto SalvoGioia Tauro e San Giovanni in Fiore registrano spese che si avvicinano ai 4.500 euro per abitante. Ma è Scalea a detenere il triste primato: il comune del Cosentino guida infatti la classifica nazionale con oltre 4.800 euro a testa, più del doppio della media italiana.

Boom dell’online e interessi della ‘ndrangheta

Il boom del gioco online è tra i dati più significativi: in Calabria ci sono oltre 857 mila conti attivi, cioè 644 ogni 1.000 abitanti (contro una media italiana di 471), ponendo la regione al terzo posto nazionale dopo Campania e Sicilia.

Ogni calabrese ha speso nel 2024 una media di 2.211 euro in giochi online (calcolata sull’intera popolazione, neonati inclusi), contro la media nazionale di 1.500 euro. La Calabria è così la seconda regione d’Italia per spesa online, dopo la Campania.

Un trend che, secondo il report, espone gravemente il settore a infiltrazioni mafiose. Il gioco d’azzardo rappresenta una delle aree privilegiate per il riciclaggio di denaro sporco. “Più il comparto cresce, più le mafie trovano varchi per inserirsi“, avvertono gli autori del rapporto.

Usura, slot e mercato parallelo

Oltre all’online, restano attivi canali paralleli e illegali. Il report stima un giro d’affari da oltre 42 miliardi di euro per il solo gioco illegale, che sommato a quello legale porta il volume complessivo a 199 miliardi.

Tra i pericoli indicati ci sono l’usura, il mercato delle “macchinette” truccate e il controllo territoriale della ‘ndrangheta. Secondo indagini recenti, in alcuni contesti si parlava di profitti stimati fino a 100 mila euro al mese per i clan.

Il report lancia un segnale d’allarme chiaro: serve maggiore controllo pubblicoeducazione finanziaria, e un freno alla liberalizzazione selvaggia del settore. Perché l’azzardo, soprattutto nelle aree economicamente più fragili, non è un gioco: è una trappola.