Di Pierfrancesco Greco
La speranza può morire? Di questi tempi, sì … Di questi tempi, la speranza muore ogni giorno … La speranza muore ogni giorno a Gaza e in Cisgiordania, insieme a bambini, donne, innocenti, tutti vittime di un vile disegno genocida, che parte da lontano, da ben prima del 7 ottobre 2023, e che trova forza nell’ipocrita doppiopesismo del cosiddetto occidente …
A Cerisano, ieri, Piazzetta Chiocciola ha fatto da proscenio, nell’ambito dell’iniziativa “Tre giorni per Gaza: oltre i muri”, a una serata di riflessione, denuncia, sensibilizzazione, tra testimonianze e musica, moderata da Mimmo Talarico, direttore Asprom, e animata da autorevoli partecipazioni, quali Lucio Di Gioia, Sindaco della cittadina delle Serre, in prima linea nell’opera di accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni, Sandra Innocente, Presidente dell’associazione Strade di Casa, Abdullah Inshasi, ragazzo palestinese, fondatore del Parkour Gaza, ex beneficiario del progetto SAI e protagonista del docufilm “One More Jump”, Walter Greco, docente di Sociologia Politica Dispes Unical, Enzo Infantino, attivista e rappresentante dell’Associazione per non dimenticare Sabra&Chatila, e S.E. Mons. Giovanni Checchinato, Arcivescovo metropolita di Cosenza- Bisignano.
È stato un modo per onorare la Giornata mondiale del rifugiato … Un’occasione per prendere, o meglio, per riprendere coscienza in merito al dramma e ai diritti del popolo di Palestina … Un grido di dolore, per contribuire a smuovere il mondo “civile” dal torpore dell’indifferenza e, in tanti casi, della turpe connivenza … Una maniera per cercare di tenere in vita, unitamente all’esistenza di innumerevoli infelici, la speranza …
Sì, è stato, è un grido di Speranza …



