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Promettevano la “regolarizzazione” agli stranieri in cambio di soldi: blitz della Polizia anche in Calabria

Un’ampia indagine coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) ha squarciato il velo su una vasta rete di sfruttamento legata all’immigrazione clandestina in Italia.

La Polizia di Stato ha stretto le manette a nove persone, gravemente indiziate di aver orchestrato un complesso sistema per trarre profitto illecito dalle speranze di centinaia di cittadini stranieri desiderosi di entrare legalmente nel nostro Paese.

L’inchiesta ha messo in luce numerose anomalie nelle procedure di ingresso regolate dal decreto flussi, un meccanismo concepito per la regolarizzazione ma trasformato in una fonte di guadagno illecito.

Il business illegale della regolarizzazione

Il modus operandi era collaudato e lucroso: i gruppi criminali offrivano la “regolarizzazione” ai migranti, promettendo vie d’accesso altrimenti precluse, in cambio di compensi esorbitanti, che variavano tra i 1.000 e i 5.000 euro.

Tra le tattiche più diffuse, la falsificazione di documenti e l’allegato di falsi contratti di lavoro o false attestazioni di soggiorno alle istanze di ingresso. Un altro canale era l’offerta di servizi di intermediazione illecita, rendendo di fatto un diritto un business corrotto.

Un’operazione a tappeto su tutto il territorio

L’operazione, orchestrata dalla Polizia, ha visto un coordinamento imponente che ha coinvolto le Squadre Mobili di ben 23 città italiane.

L’operazione, realizzata con modalità ad “Alto Impatto”, ha visto coinvolte le Squadre mobili di Bari, Bologna, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Foggia, Massa Carrara, Matera, Milano, Monza Brianza, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Savona, Taranto, Terni, Torino, Treviso, Vercelli e Vibo Valentia, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine e degli Uffici Immigrazione delle questure interessate.

La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha giocato un ruolo chiave, sottolineando come anche il territorio calabrese sia stato cruciale nel contrasto a questo fenomeno. Con il supporto dei Reparti prevenzione crimine e degli Uffici immigrazione delle Questure, gli agenti hanno condotto controlli capillari: 1.317 persone e 167 imprese sono state passate al setaccio. Un’azione vasta e determinata che evidenzia la pervasività del fenomeno e l’impegno delle forze dell’ordine nel debellarlo.