La recente sessione d’esami per diventare giornalista professionista ha rivelato una severità senza precedenti nella selezione. Su 228 candidati, ben 111 non hanno superato la prova scritta e altri 13 sono stati scartati all’orale.
Questo ha portato a un totale di soli 104 promossi, una percentuale del 45,6%, la più bassa mai registrata nella storia di questa prova. Un risultato che contrasta nettamente con le sessioni precedenti, dove le percentuali di successo erano significativamente più alte, arrivando anche all’85%.
Il “caso scuole”: formazione in crisi?
Un secondo elemento di forte preoccupazione riguarda le Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, che consentono di accedere all’esame equiparando la frequentazione biennale al praticantato. Dei 65 candidati provenienti da queste scuole, 31 sono stati bocciati solo allo scritto.
L’esempio della Scuola di Torino, intitolata a Giorgio Bocca, è emblematico: solo 8 su 20 studenti hanno superato la prova scritta, nonostante due anni di formazione teorica e pratica in tutti gli ambiti del giornalismo (scritto, televisivo, radiofonico e online).
Questo dato solleva interrogativi sulla reale efficacia dei percorsi formativi, specialmente alla luce delle alte percentuali di promossi degli anni passati (ad esempio, l’87,8% di promossi tra gli studenti delle Scuole nella penultima sessione).
Le modalità d’accesso e le prove d’esame
È importante ricordare che l’accesso agli esami non avviene solo tramite il praticantato classico in redazione. Negli ultimi anni, la maggior parte dei candidati si presenta con dichiarazioni dei Presidenti degli Ordini regionali, che attestano la pratica professionale effettiva anche se non riconosciuta formalmente dai datori di lavoro.
L’esame scritto si articola in diverse parti: un elaborato di cronaca (spesso basato su agenzie di stampa fornite) o uno dei temi d’attualità (politica, economia, esteri, interni, sport, spettacoli, moda); un riassunto di un articolo di giornale; Sei domande su aspetti professionali, diritto, e il funzionamento degli organismi italiani e internazionali.
La prova orale, invece, verte su cultura generale, con particolare attenzione a: la procedura penale; le tecniche giornalistiche; fatti storici e di attualità.



