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L’energia di Irene Grandi incendia la piazza e arriva alle stelle, nella notte di Cerisano

di Pierfrancesco Greco

Una piazza stracolma, traboccante d’entusiasmo, una notte d’estate piacevole, accarezzata dalla brezza fresca tipica delle Serre Cosentine, e, soprattutto, un’artista di livello assoluto, capace, dopo oltre trent’anni di carriera, di scaldare ancora i cuori di un pubblico anagraficamente trasversale, come solo i grandissimi riescono a fare: ieri l’energia adrenalica, la trascinante fisicità, il talento privo di soluzione di continuità, espressi da Irene Grandi durante il suo concerto, hanno regalato a Cerisano una serata d’altri tempi, quando eventi di tale portata erano consuetudine, in occasione, all’epoca, delle feste del Carmine e del Rosario, per questo borgo affacciato sulla Valle del Crati, incastonato tra i rilievi della collina e quelli della catena costiera.

In effetti, la performance di ieri sera può essere annoverata tra i migliori spettacoli musicali tenutisi negli anni a Cerisano, accanto a quelli di Mino Reitano, New Trolls, Franco Califano, Matia Bazar, Mango, Ron, Michele Zarrillo, Audio 2 e Stadio, questi ultimi guidati da quel maestro che è Gaetano Curreri, il quale, insieme all’immenso Vasco, ha regalato alla performer toscana uno dei suoi brani di maggior successo, “La tua ragazza sempre”, classificatosi secondo al Festival di Sanremo del 2000 ed eseguito ieri verso la fine dello show.

Il “Lungo Viaggio” del Festival delle Serre

Più che uno show, “un lungo viaggio”, parafrasando il titolo del pezzo con cui Irene ha aperto la serata. Un viaggio che ha fatto entrare nel vivo l’anteprima della trentunesima edizione del Festival delle Serre e che è partito da lontano, da quegli anni ’90 in cui l’artista ha spiegato le ali verso un successo inossidabile. Anni belli, magici, di cui ieri s’è avvertito il dolce retrogusto, sull’onda delle sonorità pop e rock che hanno ipnotizzato l’ampia platea di Piazza Paura, la spianata prospiciente il Palazzo Ducale dei Sersale, assurta, per una sera, ad arena di magnifico rango e stupendo impatto visivo.

Uscendo dall’ingresso principale del “maniero” – come il Sindaco Di Cerisano, Lucio Di Gioia, durante la presentazione che ha aperto lo spettacolo, ha definito l’antica residenza signorile cerisanese -, Irene Grandi, dopo aver occupato la scena sul palco coperto, è stata letteralmente travolta dall’affetto di un pubblico che, con gli smartphone in costante modalità di registrazione, ha fatto fatica a restare accomodato sulle sedie predisposte dal Comune di Cerisano.

Organizzazione impeccabile e successo del Tour “Fiera di me”

Il Comune di Cerisano, ancora una volta, unitamente all’intera struttura, ha dato una prova tangibile d’efficienza. Uno sforzo organizzativo notevole, ripagato da uno spettacolo, completamente gratuito – è bene ricordarlo -, di grande intensità, ove la prorompenza della performance, non solo vocale, della Grandi, eccezionale nell’interagire col parterre, è stata supportata da una band di musicisti eccelsi, che la stanno affiancando nel Tour “Fiera di me”, il cui direttore artistico è il maestro Marco Sabiu, già direttore dell’orchestra di tre edizioni del Festival di Sanremo e musicista rinomato, il quale ha messo a punto un intreccio in grado di raccontare il percorso ed esaltare le doti sublimi della cantautrice, la quale è, ovviamente, a proprio agio nel proporre uno straordinario repertorio che va dalle sue intramontabili hit ai brani più recenti: una miscela deflagrante, che non farà “bruciare la città” ma che, certamente, incendia le piazze, in una tournée accompagnata da generale apprezzamento e scroscianti applausi, come quelli che hanno salutato l’inizio, lo svolgimento e la conclusione della serata di ieri, a Cerisano, in un crescendo emozionale che, tra luci e musica, ha toccato livelli siderali, come quello raggiunto con “Se mi vuoi”, toccante omaggio a quel gigante che è stato e che è Pino Daniele.

Un’ideale “Cometa di Halley” nella notte di Cerisano

“Capita, a volte capita” che il tempo venga sgravato dal suo peso. Centoventi minuti sono, in effetti, passati in fretta, mentre il cuore faceva “Bum bum”, seguendo un’ideale “Cometa di Halley”, che “sa già dove illuminare”, in un posto pieno di sogni, per nulla vuoto, ove l’anima è “In vacanza da una vita”, alla ricerca di un “Dolcissimo amore”, con cui “saltare il muro della libertà”.

“Lasciala andare” sembra un invito a volare oltre le difficoltà di ogni giorno, ad assaporare veramente il profumo di ogni attimo. E mentre il Sindaco Di Gioia e il promoter Ruggero Pegna non nascondono la loro soddisfazione, tale invito, che è anche un augurio, si leva in volo, “arrivando alle stelle”, provando “a prendere quelle”, in una notte di luglio, dall’estasi gaudiosamente nostalgica di una piazza…