Un appello lanciato dal pulpito è diventato un grido collettivo. Dal quartiere Lido di Catanzaro arriva un messaggio che ha smesso di restare confinato tra le mura di una parrocchia e ha invaso la città, accendendo le coscienze e costringendo la politica ad agire.
Tutto è cominciato al termine della messa di domenica, nella parrocchia del Sacro Cuore: padre Rocco Predoti, frate francescano e vicario provinciale dell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia e Calabria, ha parlato con parole semplici ma devastanti.
«Cosa fareste se vostro figlio cadesse in un pozzo?». «Ci butteremmo per salvarlo», hanno risposto. «E allora perché vi girate dall’altra parte davanti a ciò che succede sul lungomare la notte?».
Il lungomare dei ragazzini ubriachi e soli
Non era una predica, era una sveglia civile. Una fotografia nitida di una gioventù abbandonata a sé stessa, tra notti sregolate, alcol a fiumi, spaccio, solitudine e disorientamento. Ragazzini ubriachi, ragazzine sole, e nessun adulto intorno.
Solo le forze dell’ordine, “eroiche ma in solitudine”, come denuncia Giuseppe Brugnano, segretario nazionale del sindacato Fsp Polizia di Stato: «Le segnalazioni sono quotidiane. I nostri agenti ci mettono l’anima, ma non basta più. Serve una presa di coscienza politica seria e concreta. Il silenzio non è più tollerabile».
Il sindaco Fiorita: “Tavolo pubblico subito”
La risposta più concreta arriva da Nicola Fiorita, sindaco del capoluogo, che annuncia: «Avvieremo un tavolo di confronto pubblico coinvolgendo famiglie, scuole, parrocchie, forze dell’ordine, operatori sanitari e sportivi, comitati di quartiere. Padre Rocco ha messo a fuoco un disagio che non possiamo più ignorare. Ci incontreremo anche con il questore per definire un percorso operativo».
Fiorita promette anche più controlli sulla vendita di alcolici ai minori, e un rafforzamento della presenza della Municipale nelle aree sensibili della città.
La politica (finalmente) si muove: fiaccolate, proposte e pressing istituzionale
L’onda lunga dell’appello ha scavalcato gli steccati politici. La Lega, con i consiglieri Lea Concolino ed Eugenio Riccio, propone un consiglio comunale aperto che metta allo stesso tavolo parrocchie, associazioni, scuole e presìdi di legalità.
Antonello Talerico (Forza Italia), in doppia veste di consigliere comunale e regionale, lancia una riflessione: «Non c’è sicurezza senza educazione, né futuro senza comunità. È il momento di tornare a parlare di bene comune, a partire dalle periferie».
Dal fronte del Consiglio regionale, Antonio Montuoro chiede al Comune di farsi promotore di indirizzi chiari sul decoro urbano e sulle politiche giovanili.
Sit-in, volantini e Whatsapp: la città si risveglia
L’effetto domino è reale. Nei gruppi Whatsapp dei cittadini si discute dell’organizzazione di una fiaccolata simbolica, con volantinaggio nei luoghi della movida. Un risveglio civico inatteso, partito da un altare e finito nelle chat, che per una volta non serve a lamentarsi ma a mobilitare.
Padre Rocco non si aspettava tutto questo, ma conferma che il problema è reale e urgente: «Alla porta della parrocchia bussano genitori disperati. Ragazzi minorenni tornano la notte ubriachi, cadono in giri sbagliati. Io vedo le forze dell’ordine impegnate, vedo anche le istituzioni… ma manca un tassello. Serve una rete vera, un ascolto autentico. Stringiamoci ai nostri figli, non lasciamoli soli».
Una città che smette di voltarsi dall’altra parte
Nel degrado del lungomare di Lido, Catanzaro ha trovato uno specchio crudele, ma anche un’occasione per riscattarsi come comunità. Le parole di un frate hanno rotto la coltre del silenzio. Adesso tocca alla politica, alle famiglie, alla scuola, a ciascun cittadino, decidere se restare spettatore o tuffarsi nel pozzo insieme ai propri figli.



