Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani denuncia con fermezza la gravissima situazione della spiaggia pubblica di Steccato di Cutro (KR), ancora oggi inaccessibile alle persone con disabilità, nonostante numerosi solleciti indirizzati al Comune e agli organi competenti.
Quanto documentato in un video recentemente diffuso – i genitori costretti a constatare che la figlia non può accedere al mare se non con l’ausilio di una sedia con le ruote e con immensa fatica – non è una semplice dimenticanza amministrativa: è una palese ingiustizia.
È l’immagine concreta di uno Stato che, attraverso le sue articolazioni locali, non garantisce l’attuazione del dettato costituzionale e delle convenzioni internazionali.
Ricordiamo che:
– L’art. 3 della Costituzione italiana impone alla Repubblica di “rimuovere gli ostacoli” che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
– L’art. 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata con Legge 18/2009) sancisce che le persone con disabilità devono poter partecipare, in condizioni di parità, ad attività ricreative, turistiche e culturali;
– La Legge 104/1992, insieme al D.P.R. 503/1996, obbliga gli enti pubblici a garantire l’accessibilità e la fruibilità degli spazi pubblici;
– La Legge 67/2006 configura come discriminazione ogni atto che impedisca alle persone con disabilità l’accesso a beni e servizi disponibili al pubblico.
Questo non è semplicemente un problema di equità sociale: è una frattura evidente tra i principi dichiarati e la realtà concreta. Impedire l’accesso al mare alle persone con disabilità non è una dimenticanza: è una responsabilità grave, che chiama in causa il rispetto della legge e della dignità umana.
È indecente che nel 2025 intere famiglie, già gravate da ostacoli quotidiani, debbano farsi carico anche del peso morale e materiale dell’inerzia pubblica.
E no: non è solo una questione di rampe e passerelle. È questione di civiltà.
Chi tace, chi ignora, chi guarda e passa, è complice.
Chi ha responsabilità pubblica e non agisce, è responsabile di esclusione, isolamento, disumanizzazione.
Chiediamo:
- un intervento immediato del Comune di Cutro per rendere accessibile la spiaggia di Steccato, come previsto dalle leggi italiane e dai trattati internazionali;
- un impegno concreto del Ministero per le Disabilità per monitorare e intervenire nei casi di violazione sistemica dei diritti.
La disabilità non è una colpa. Ma ignorarla è un reato morale e, talvolta, anche giuridico.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che l’inclusione non è un gesto di carità, ma il dovere di ogni società che voglia dirsi democratica.
La libertà non può andare in ferie. I diritti non hanno stagionalità.



