Ieri mattina una delegazione di europarlamentari di Avs (Alleanza Verdi-Sinistra) ha fatto visita alla tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove vivono centinaia di migranti in condizioni definite “inumane”.
A guidare la delegazione è stato Domenico Lucano, eurodeputato del gruppo The Left, accompagnato da Ilaria Salis e Benedetta Scuderi, anch’esse membri del Parlamento europeo.
Lucano: “Condizioni disumane, basta silenzi”
Durante la visita, Lucano ha denunciato senza mezzi termini la realtà che ha trovato nel campo: “Fa malissimo vedere da vicino come centinaia di lavoratori, sotto un sole cocente, vivano in strutture insalubri e insicure. Vogliamo che l’Europa veda e si assuma le sue responsabilità”.
L’ex sindaco di Riace, noto per le sue battaglie in favore dell’accoglienza, ha poi accusato apertamente la Prefettura di Reggio Calabria, parlando di una “complicità istituzionale” nel mantenimento di questa situazione inaccettabile.
Una proposta concreta: ripopolare i borghi calabresi
Ma la denuncia non si ferma alla condanna. Lucano rilancia con una proposta: “La soluzione è accogliere i residenti della baraccopoli nei paesi calabresi abbandonati, che hanno bisogno di vita, lavoro, integrazione. Così si restituisce dignità ai migranti e si combatte lo spopolamento del territorio”.
Un’idea che unisce inclusione sociale e rigenerazione dei territori, in linea con le politiche di accoglienza che Lucano ha già promosso negli anni passati.
I braccianti: “Viviamo senza acqua, luce e servizi”
Durante l’incontro, sono intervenuti anche alcuni migranti della tendopoli, impiegati nei campi come braccianti agricoli. Le loro parole hanno restituito un quadro allarmante: “Viviamo senza bagni, senza acqua potabile, senza elettricità. Siamo invisibili, ma lavoriamo per far mangiare l’Italia”.
Le condizioni segnalate confermano un quadro di degrado strutturale e assenza di diritti fondamentali, in cui i lavoratori stranieri sono essenziali per l’agricoltura, ma trattati come scarti del sistema.



