Il Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina si riunisce oggi per decidere un’accelerazione drastica sull’iter del Ponte sullo Stretto.
L’obiettivo è chiaro: arrivare entro la prossima settimana al Cipess per il via libera definitivo al progetto, che sarà interamente finanziato con fondi pubblici italiani per un importo complessivo di 13,5 miliardi di euro.
A premere sull’acceleratore è il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che rilancia il progetto come priorità strategica nazionale. “Dopo un secolo di ritardi, promesse e soldi spesi senza risultati, è doveroso garantire mobilità e continuità territoriale ai cittadini siciliani e calabresi”.
Salvini attacca i “no a tutto”: “Questa volta si fa davvero”
Il leader della Lega non nasconde il riferimento polemico a chi da anni si oppone al progetto. “I No Ponte faranno la stessa fine dei No Tav e dei No Mose: se ne faranno una ragione”. Salvini rivendica che si tratta di un’opera che darà lavoro a 120.000 persone, ma anche dignità e pari diritti a milioni di cittadini del Sud.
“Non è più accettabile che ci siano italiani di serie B. Il Ponte è un diritto, non un capriccio”. E rilancia anche con una battuta storica: “Dopo duemila anni di chiacchiere, è curioso parlare di accelerazione: i romani ci passavano con gli elefanti”.
Webuild decolla a Piazza Affari: +5% sul titolo
Mentre la politica spinge sul progetto, i mercati finanziari reagiscono con entusiasmo. A Piazza Affari, Webuild – capofila del consorzio costruttore – segna un +5%, toccando i 3,96 euro per azione. Il balzo arriva in scia ai risultati positivi del primo semestre e soprattutto alla prossimità della decisione governativa.
Secondo fonti riportate da Reuters, l’approvazione definitiva è considerata imminente. Gli analisti di Mediobanca confermano che il progetto potrebbe entrare presto nella fase operativa, anche se non ancora inserito ufficialmente nelle stime finanziarie della società. L’amministratore delegato Pietro Salini ha definito il Ponte come un punto di svolta: “Un progetto che cambierà la percezione dell’Italia e di Webuild nel mondo: saremo visti come leader globali nelle grandi opere complesse”.
Il nodo tecnico e ambientale passa ora al Cipess
La partita finale si gioca sul tavolo del Cipess, che dovrà esaminare il progetto definitivo, le opere accessorie e il piano economico-finanziario. Fondamentale anche il parere della Commissione VIA-VAS sull’impatto ambientale e la valutazione di incidenza ecologica. A sostegno dell’approvazione sarà presentato anche il documento sulle motivazioni imperative di interesse pubblico prevalente, che consente di procedere con l’opera nonostante le criticità ambientali, ritenute bilanciate dall’interesse nazionale.



