Il panorama politico calabrese è stato improvvisamente stravolto da una mossa che ha il sapore della sfida: Roberto Occhiuto si dimette da presidente della Regione, ma lo fa annunciando subito la sua ricandidatura. Il motivo ufficiale è la ricezione di un avviso di garanzia per corruzione, ma il messaggio politico è chiaro: restituire la parola ai calabresi per giudicare l’operato della sua giunta. E mentre le urne si avvicinano – probabilmente ottobre 2025 – il centrodestra si stringe attorno al suo leader, pronto a rilanciare.
Centrodestra: Occhiuto punta al bis
Nonostante l’inchiesta in corso, il centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia) si mostra compatto: l’ipotesi è confermare Occhiuto come candidato unitario, magari con una sua lista personale per rafforzare il profilo civico e presidenziale. La strategia è chiara: trasformare l’indagine in una prova di fiducia popolare, e sfruttare la posizione di forza costruita in tre anni di governo.
Centrosinistra: campo largo o campo incerto?
Dall’altra parte, il centrosinistra arranca. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle sono ancora in cerca di un’intesa e, soprattutto, di un nome. I civici si agitano, mentre emergono voci su possibili candidature di amministratori locali come Flavio Stasi o Giuseppe Falcomatà, ma nessuno è ancora ufficialmente in campo. Il rischio? Arrivare in ritardo, divisi, e senza una figura capace di contrastare il traino presidenziale del centrodestra.
Un voto che vale doppio
Le prossime elezioni regionali saranno molto più di una semplice tornata amministrativa. Saranno un test di resistenza per Occhiuto, impegnato a ribaltare un’inchiesta in occasione politica, ma saranno anche un banco di prova per l’opposizione, chiamata a dimostrare di avere una visione, un progetto e un volto credibile. Il verdetto, come sempre, lo daranno gli elettori. E stavolta sarà particolarmente netto.



