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“Non sono un presidente zombie”: Occhiuto rilancia la corsa alla Regione su La7

Ospite del programma “In Onda” su La7, il presidente dimissionario della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha spiegato le ragioni della sua uscita anticipata dal mandato e ha confermato la volontà di ricandidarsi alle prossime elezioni regionali.

Davanti ai conduttori Luca Telese e Marianna Aprile, ha ripercorso sia la vicenda giudiziaria che lo coinvolge, sia le sfide ancora aperte per la Calabria.

«Le accuse nei miei confronti sono il risultato di ricostruzioni parziali e non corrette», ha affermato Occhiuto riferendosi all’inchiesta che coinvolge anche gli imprenditori Posteraro e Ferraro.

«Sono stato socio di Posteraro dal 2016, ma dopo un litigio sul valore delle quote mi sono affidato a un perito. Ho accettato di uscire dalla società con 120mila euro e una Smart venduta a prezzo simbolico. Ho spiegato tutto ai magistrati, sono sereno. Mi aspetto l’archiviazione del caso».

“Burocrazia paralizzata, così ho deciso di dimettermi”

La conversazione si è poi spostata sul piano politico. Occhiuto ha raccontato che, prima di dimettersi, ha convocato i direttori generali della Regione e della sanità: “Ho detto loro che il lavoro non si deve fermare. Ma in Regione nessuno firmava più nulla: mi consideravano un presidente zombie“.

Da qui la scelta di rimettere il mandato per cercare una nuova legittimazione popolare. “Mi ricandido perché voglio completare il lavoro. Servono cinque anni pieni per riorganizzare la macchina amministrativa“.

L’ex presidente ha citato come esempio la vertenza Abramo, risolta secondo lui in tempi record grazie alla mobilitazione della giunta: “Ho inventato una mansione alternativa per evitare che centinaia di lavoratori rimanessero senza occupazione. Ma ora rischia di saltare tutto per colpa della burocrazia bloccata“.

A una domanda diretta su chi tema di più tra i possibili avversari – l’ex presidente Inps Pasquale Tridico o l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano – Occhiuto ha risposto: “Li stimo entrambi. Ma decideranno i calabresi“.

Alta Velocità e Ponte: la “conversione” di Salvini

L’ultima parte dell’intervista è stata dedicata alle infrastrutture, in particolare al Ponte sullo Stretto. Dopo l’ok del Cipess, il ministro Matteo Salvini è giunto in Calabria per annunciare un’accelerazione sui lavori. Occhiuto ha approfittato dell’occasione per ricordare i fondi già ottenuti grazie all’opera: “Abbiamo ricevuto 3 miliardi per la SS 106 e altri finanziamenti. E ora ho chiesto a Salvini un altro miliardo per l’Alta Velocità“.

Un video mandato in onda mostra Salvini, anni fa, contrario al Ponte. Occhiuto commenta con ironia: “Si è convertito come San Paolo. Mai avrei pensato che un ministro leghista volesse davvero costruire il Ponte. Ma chi si converte spesso ha la fede più autentica“.