In Calabria l’aria sa già di campagna elettorale. A poche settimane dal voto regionale, i tavoli della politica si riempiono di mosse studiate, promesse a effetto e colpi di scena. Questa volta, però, qualcuno ha deciso di buttare via i veli e “giocare a carte scoperte” fin da subito. Tra i volti che tornano in prima linea c’è quello di Nino Spirlì, un nome che i calabresi conoscono bene.
Uomo di cultura, scrittore, volto televisivo, Spirlì non è nuovo alle stanze del potere. Nel 2020, dopo la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli, fu lui a raccogliere il testimone alla guida della Regione. Lo fece in un momento delicatissimo, tra emergenze sanitarie, questioni economiche e una Calabria che chiedeva risposte urgenti.
Oggi, a distanza di anni, torna sulla scena politica con un messaggio chiaro: niente compromessi, niente scorciatoie, ma una volontà dichiarata di dare voce ai cittadini “senza filtri” – proprio come ha sempre fatto nei suoi interventi pubblici, spesso diretti e senza mezze parole.
La sua è una candidatura che porta con sé il peso delle esperienze vissute e delle battaglie personali. Spirlì non nasconde di aver affrontato momenti difficili, anche sul piano della salute, e proprio da quella fragilità sembra aver tratto la determinazione per rimettersi in gioco. Un gesto che vuole essere, allo stesso tempo, personale e politico: la dimostrazione che non è il momento di tirarsi indietro.
Intanto, il quadro elettorale regionale è ancora in fermento. Le alleanze si stanno componendo e scomponendo, i nomi circolano e gli equilibri interni ai partiti sono tutt’altro che definiti. Ma una cosa è certa: l’ingresso di Spirlì nella competizione non passerà inosservato. Per alcuni sarà un segnale di continuità con un certo modo di governare, per altri un’occasione per cambiare registro.
Il mazzo è pronto, le carte stanno sul tavolo. In Calabria la partita è appena iniziata, e Nino Spirlì ha già deciso quale carta giocare.



