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Aggressione nel carcere di Catanzaro: agente minacciato con una spranga

Un altro grave episodio di violenza si è verificato nel carcere di Catanzaro, dove un detenuto con disturbi psichiatrici ha aggredito un agente di polizia penitenziaria.

L’uomo, già noto per precedenti aggressioni, ha minacciato l’agente con una sbarra di ferro prima di chiuderlo all’ingresso della sezione.

La denuncia arriva da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che ha sollevato forti preoccupazioni per la gestione dei detenuti con problemi di salute mentale. L’episodio riporta l’attenzione sulla carenza di strutture adeguate, un problema che, secondo la Corte Costituzionale, il sistema penitenziario italiano non è in grado di affrontare.

La Corte, in una sentenza del 2022, ha infatti sottolineato come i detenuti con disturbi psichiatrici non possano ricevere le cure necessarie in carcere, creando rischi per la sicurezza di tutti.

Secondo le dichiarazioni di Durante e del segretario regionale Francesco Ciccone, sembrerebbe che la sera prima dell’aggressione sia stata fatta una chiamata a un numero di emergenza, apparentemente destinato a un’altra forza di polizia, per chiedere un intervento all’interno del carcere. Un fatto che, se confermato, solleva ulteriori dubbi sulla gestione delle emergenze all’interno degli istituti penitenziari.

I sindacalisti del Sappe chiedono risposte immediate da parte delle istituzioni e hanno annunciato che nei prossimi giorni solleciteranno un incontro con il prefetto di Catanzaro. Tra le prime richieste, l’immediato trasferimento del detenuto in un altro carcere. “Cosa deve succedere di più?”, si chiedono, denunciando l’inerzia del Parlamento nel legiferare per risolvere il problema dei detenuti psichiatrici, nonostante i richiami della Corte Costituzionale.