Diversi cittadini catanzaresi stanno ricevendo in questi giorni raccomandate inviate dal Settore Finanziario Tributi del Comune di Catanzaro. Le comunicazioni contengono la richiesta di pagamento dei conguagli relativi alle letture dei contatori dell’acqua non effettuate nel biennio 2024-2025, da saldare attraverso un massimo di 6 rate mensili comprese tra giugno e novembre 2026.
La denuncia per l’inefficienza amministrativa
Il movimento “Catanzaro punto di Svolta”, coordinato da Francesco Pitaro, ha preso una posizione ferma sulla vicenda, definendola una situazione incresciosa “perché il mancato svolgimento delle verifiche periodiche non è imputabile in alcun modo ai cittadini, ma è la conseguenza diretta di una inefficienza amministrativa interna all’Ente che, per due anni, non ha vigilato e garantito il servizio di lettura dei contatori previsto dalla normativa”.
La concentrazione dei pagamenti in un arco temporale così ridotto rappresenta un peso gravoso per la popolazione. Il movimento ha infatti sottolineato: “Scaricare oggi sulle famiglie, in un’unica soluzione ravvicinata e in tempi troppo stretti, l’onere economico di un disservizio pubblico è inaccettabile. Molti nuclei familiari, già alle prese con le innumerevoli difficoltà economiche quotidiane, non sono nelle condizioni di sostenere conguagli arretrati di due anni con piani di rientro così compressi, per una responsabilità che non è la loro”.
Le proposte avanzate dal movimento
Di fronte a queste criticità, il movimento “Catanzaro punto di Svolta” ha rivolto precise richieste all’Amministrazione comunale per tutelare i contribuenti coinvolti. La prima istanza riguarda l’inclusione dei conguagli 2024-2025 nel piano di rottamazione dei tributi comunali, applicando le medesime condizioni di dilazione previste da tale strumento, così da alleggerire l’impatto finanziario sulle famiglie colpite dal ritardo. La seconda richiesta punta al ripristino, a partire dal 2026, della cadenza annuale delle letture dei contatori idrici, misura indispensabile per evitare l’accumulo di somme arretrate e garantire regolarità e trasparenza nella fatturazione del servizio.
Infine, il movimento auspica un cambio di passo nella gestione del problema: “Assodato, infine, che l’Ente ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie inefficienze, si auspica che, anche attraverso il confronto con i cittadini interessati, si individuino soluzioni eque, sostenibili e tempestive”.



