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Regionali in Calabria: la fiera degli accordi strani, la campagna elettorale più strana di sempre

In Calabria si fa campagna elettorale senza candidati. Roba da Guinness dei primati: i manifesti mancano, i comizi non si vedono, e i nomi veri usciranno solo al fotofinish, il 5 settembre. Fino ad allora, ci tocca assistere a un “Totocalcio politico” fatto di voci, sussurri e mezze smentite.

La verità è che le dimissioni di Roberto Occhiuto hanno fatto saltare il banco. I partiti, già poco brillanti di loro, oggi sembrano comparse smarrite su un palcoscenico senza copione. Tutti in attesa di capire chi regge il timone, e intanto la nave resta ferma in porto.

Gli apparentamenti? Una specie di mercatino delle pulci: oggi si vendono alleanze, domani si ricomprano vecchie amicizie, dopodomani si riciclano nomi già bruciati. E tutto con la consueta calma calabrese, dove “tanto c’è tempo” — peccato che il tempo, stavolta, sia già scaduto.

Così, mentre altrove le campagne elettorali infiammano piazze e social, da noi regna il silenzio dei candidati fantasma. Una Calabria sospesa, che aspetta la lista come si aspetta la tombola di Natale: con la speranza che almeno un numero buono salti fuori.

Si sente parlare di programmi, di alleanze, di possibili fronti, ma manca l’essenziale: i candidati. Una vera e propria campagna al buio, che resterà tale fino all’ultimo minuto utile, quando finalmente verranno presentate le liste.

Nel frattempo, è solo un gioco di indiscrezioni: chi con chi, chi contro chi, chi pronto a tradire e chi a riciclarsi. Un teatrino che tiene banco ma che, alla prova dei fatti, non offre alcuna certezza.

Il risultato? Una Calabria che aspetta i suoi candidati come si aspetta la lista dei convocati di una finale mondiale. Solo che qui non c’è spettacolo, ma il destino politico della Regione.