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Violenza digitale, chiude il sito sessista: il caso scuote l’opinione pubblica e la politica. Nel mirino anche Meloni e Schlein

Il sito Phica.eu, noto forum che per anni ha ospitato la condivisione di foto e video intimi di donne senza il loro consenso, ha annunciato la sua chiusura definitiva.

Con un comunicato diffuso ai suoi utenti, i gestori del forum hanno informato della rimozione di tutti i contenuti e hanno tentato di giustificare l’accaduto.

“Phica – si legge nella nota – è nata come piattaforma di discussione e di condivisione personale, con uno spazio dedicato a chi desiderava certificarsi e condividere i propri contenuti in un ambiente sicuro. Purtroppo, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito e il senso originario”.

Un’affermazione che suona come una debole difesa, a fronte della mole di violenza digitale denunciata.

Lo scandalo che ha coinvolto la politica

Il caso Phica.eu è emerso con forza dopo le polemiche scaturite dal gruppo Facebook ‘Mia Moglie’, dove migliaia di uomini condividevano immagini intime di mogli, fidanzate e donne inconsapevoli. Nel mirino del forum Phica, attivo dal 2005, sono finite centinaia di donne, le cui foto, rubate dal vivo o da social e TV, sono state pubblicate e rese oggetto di abusi.

A denunciare pubblicamente il fenomeno, portando il caso sotto i riflettori, è stata l’eurodeputata del Partito Democratico, Alessandra Moretti, dopo aver scoperto che anche sue immagini erano state diffuse sul sito. “Chi ha una maggiore visibilità e maggiori responsabilità, come nel mio caso, si faccia promotore di battaglie in difesa dei diritti e, aggiungo, in difesa della sicurezza delle donne“, ha dichiarato la Moretti in un’intervista.

Anche la premier Giorgia MeloniElly Schlein, la senatrice Mariastella Gelmini (vittima di un deep fake), Maria Elena Boschi e Alessandra Mussolini sono tra i personaggi politici le cui immagini, spesso scattate in contesti privati, sono state pubblicate sul sito. Non sono mancate denunce da parte di attrici e influencer.

Moretti ha ribadito l’urgenza di combattere questo tipo di siti che “istigano allo stupro e alla violenza“, invitando tutte le donne a denunciare.

Le indagini e il supporto alle vittime

La Polizia Postale ha già ricevuto quasi 3.000 segnalazioni solo per il gruppo ‘Mia Moglie’, a cui se ne aggiungono diverse centinaia per altri siti simili. Le indagini sono in corso, in attesa che Meta (la società proprietaria di Facebook) fornisca i dati richiesti dalla Procura sugli utenti del gruppo. In questo scenario, il Codacons Donna si è attivato, offrendo un servizio di consulenza legale e supporto psicologico dedicato a tutte le donne che sono state vittime di queste violazioni della dignità e della privacy.

Il dilagare di questi siti, dove le donne vengono trattate come “merce di scambio”, evidenzia una pericolosa regressione culturale e la necessità di un’azione concreta e unita per tutelare i diritti e la sicurezza di tutte.