Di Pierfrancesco Greco
Del jazz tutte le strade portano a Napoli … Walter Ricci diverte e si diverte nell’ultima serata della 31ª Edizione del Festival delle Serre … Il Cortile del Pozzo di Palazzo Sersale presenta il colpo d’occhio delle grandi occasioni, con il pubblico che riempie rapidamente l’onirica corte incastonata al centro dell’antica residenza Ducale di Cerisano. Sì, il parterre è numeroso ed è fremente: Walter Ricci, uno dei pianisti e cantanti jazz più apprezzati del panorama musicale italiano e internazionale, promette di regalare, insieme ai suoi due compagni di viaggio al contrabasso e alla batteria, una serata brillante, tutta da gustare. Del resto, il talento è indiscutibile, la sua capacità di improvvisare, tenere la scena e intrattenere gli astanti è risaputa e, poi, il tema del concerto incuriosisce, attira: Naples Jazz, lo stesso titolo dell’album che Ricci ha pubblicato lo scorso anno; un lavoro di elevato livello artistico, animato da una creatività e da una ricerca sincretica, oltre che da una verve ironica tipicamente partenopea, che fonde stili e idiomi, in un abbraccio tra la caratterizzazione musicale americana e la tradizione napoletana, tra New Orleans e il Rione Sanità, tra la tarantella e il jazz. Da questa fusion singolare e geniale ha preso forma, anche nell’intestazione, un brano composto da Ricci, contenuto nell’album ed eseguito ieri sera: Tarantella Jazz, un pezzo in cui creatività, tradizione e simpatia interagiscono sapientemente, offrendo un risultato di sorprendente gradevolezza. Il pubblico del Sersale non poteva che restare conquistato dal talento e dallo spirito di Ricci e dei suoi due colleghi della sezione ritmica, dal groove coinvolgente, dalla capacità di interazione empatica tra palco e platea che ha creato un’atmosfera rilassante, in cui l’interpretazione in dialetto napoletano dei classici connotanti il panorama musicale d’oltreoceano è stata l’occasione di trascorrere una bella serata di fine estate con una delle espressioni artistiche più magnetiche che esistano, proposta in una forma prescindente canoni prestabiliti. Perfino l’interpretazione di due classici del repertorio partenopeo, quali “Torero” dell’indimemticato Renato Carosone e la sempre struggente “Reginella”, cantata da Ricci, verso la fine del concerto da solo, unicamente in compagnia del suo pianoforte, sembrano assumere una veste nuova, rispettosa degli spartiti originari, ma filtrati dalla sensibilità degli artisti che ieri, di fronte al Pozzo del Sersale, hanno coronato questa 31ª Edizione del Festival delle Serre. “L’appuntamento è fissato per il prossimo anno – dice soddisfatto il Sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia, che ha introdotto, con un breve indirizzo di saluto, la serata insieme con il promoter Sergio Gimigliano -, con la 32ª Edizione del Festival delle Serre, per una kermesse sempre più bella, coinvolgente, attrattiva, che sia buon viatico per tutti di buona vita”. Una vita, sperabilmente, entusiasmante e sorprendente, come sanno essere le strade del jazz.



