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Carcere Palmi, detenuto tenta di strangolare un agente. Il sindacato: «Frutto della carenza di agenti»

Continuano gli episodi di violenza nelle carceri calabresi. Questa volta protagonista è la casa circondariale di Palmi, dove un detenuto del circuito Media Sicurezza, sottoposto all’articolo 14 bis, ha aggredito un assistente della Polizia penitenziaria, strattonandolo e stringendogli le mani al collo in un tentativo di strangolamento.

L’intervento immediato di personale aggiuntivo ha evitato il peggio. A riportare l’accaduto è Marco D’Agostino, segretario provinciale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria).

Carenza di personale e sovraffollamento

Secondo D’Agostino, la situazione è la conseguenza di una cronica assenza di personale, che espone gli agenti a rischi sempre più gravi. “Gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria diventano vittime degli aggressori e di un sistema ormai al collasso”, afferma.

Il segretario generale aggiunto Osapp, Pasquale Montesano, sottolinea come l’episodio sia emblematico di un contesto più ampio, caratterizzato da grave sovraffollamento e carenza di personale, stimata in circa 100 unità mancanti solo a Palmi.

A livello nazionale, il sovraffollamento vede 16.000 detenuti oltre la capienza e oltre 17.000 unità mancanti nella Polizia penitenziaria, con conseguente aumento dei carichi di lavoro e turnazioni massacranti.

Appello alle istituzioni

Montesano lancia un accorato appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al governo Meloni, chiedendo interventi urgenti per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure agli agenti penitenziari. “La Polizia penitenziaria è ormai stremata nelle forze e mortificata nel morale. Le istituzioni hanno il dovere legale, politico e morale di fermare questa carneficina”, conclude.