Restano ai domiciliari i tre indagati, accusati di aver aggredito un cittadino marocchino a Catanzaro per motivi di discriminazione razziale e destinatari di una misura cautelare agli arresti domiciliari vergata dal gip Gilda Danila Romano su richiesta della Procura.
Il giudice per le indagini preliminari ritiene sussistente e non scalfita la gravità indiziaria nei confronti dei referenti regionale, provinciale e cittadino del movimento politico Forza Nuova Carmelo La Face, Giuseppe Sestito e Giuseppe Mumoli.
Pugni al volto e sul corpo
Secondo le ipotesi di accusa, i tre, il 6 marzo scorso avrebbero aggredito un cittadino straniero, che si trovava a passare casualmente nel luogo in cui gli stessi indagati stavano affiggendo uno striscione riportante la scritta “Maranza, a Catanzaro su caci ‘nta panza”.
In particolare l’uomo, appellato proprio con il termine discriminatorio “Maranza”, sarebbe stato preso a calci in faccia e sul corpo da Mumoli fino a farlo cadere a terra, insieme a Sestito lo avrebbero accerchiato continuando a sferrare pugni.
Il marocchino avrebbe poi tentato la fuga e i tre lo avrebbero inseguito per le vie della città di Catanzaro, prima a piedi e poi a bordo di un’auto, una caccia all’uomo terminata solo quando la vittima avrebbe chiesto aiuto ai militari dell’esercito a piazza Matteotti.
E’ stata la vittima a denunciare in Questura la brutale aggressione che ha consentito alla Procura di chiudere il cerchio sui tre indagati, identificati attraverso i filmati delle telecamere di video sorveglianza presenti nella vie cittadine, chiedendo e ottenendo gli arresti domiciliar



