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Si ferma il lavoro per Gaza al porto di Gioia Tauro: è sciopero contro il “genocidio del popolo palestinese”

Il Porto di Gioia Tauro, snodo cruciale del commercio marittimo italiano, si appresta a vivere una giornata di blocco. La Filt-Cgil Calabria ha proclamato uno sciopero di 24 ore per il 19 ottobre, unendosi alla mobilitazione nazionale dei portuali.

L’obiettivo della protesta è chiaro e di forte impatto politico: denunciare quello che il sindacato definisce “genocidio del popolo palestinese e la distruzione di Gaza”.

La nota della Filt-Cgil non risparmia critiche, puntando il dito contro l’operato del governo israeliano e il “sostegno” degli Stati Uniti di Trump, sottolineando il “silenzio complice” del governo di Giorgia Meloni.

Le ragioni di una protesta: tra solidarietà e accusa politica

La decisione di scendere in piazza nasce dalla volontà di dare voce a una profonda insensibilità che, secondo il sindacato, ha caratterizzato l’attuale classe di governo italiana.

La nota della Filt-Cgil denuncia la sofferenza di “bambini, donne e anziani palestinesi, quotidianamente uccisi, feriti, mutilati o lasciati morire di stenti e di fame”. Per il sindacato, l’invasione di Gaza rischia di portare a compimento un’opera di distruzione sistematica che non può essere ignorata.

L’azione di protesta non si limita a una semplice denuncia, ma avanza richieste precise e concrete al governo italiano. In primis, l’interruzione immediata degli accordi commerciali con Israele, una mossa che i portuali ritengono essenziale per prendere una posizione chiara e netta.

In secondo luogo, il riconoscimento dello Stato di Palestina, un passo già compiuto da numerosi Paesi democratici nel mondo. Infine, la difesa delle imbarcazioni italiane della Global Sumud Flotilla, impegnate nell’apertura di un corridoio umanitario verso Gaza.

L’Italia e la sua storia: un appello ai valori traditi

La Filt-Cgil Calabria conclude la sua nota con un appello accorato al governo, richiamando la storia di solidarietà internazionale del nostro Paese. Per il sindacato, la cultura e le scelte dell’attuale esecutivo non possono tradire un’eredità di impegno e solidarietà.

“Due popoli, due Stati. Fermiamo l’aggressione israeliana”, questo il grido dei portuali di Gioia Tauro, che si uniscono ai lavoratori di Genova e di tutta Italia nella battaglia per la pace, la giustizia e il futuro della Palestina