Un palco culturale trasformato in arena politica. A Soveria Mannelli, nell’ambito del festival Sciabaca organizzato da Rubbettino Editore, si è consumato il primo vero confronto tra Roberto Occhiuto e Pasquale Tridico, i due principali candidati alle Regionali Calabria 2025.
Davanti a una platea gremita, i temi della lettura, delle biblioteche e delle politiche culturali hanno aperto la contesa elettorale. Ma la discussione si è presto accesa anche sulla sanità, terreno sensibile e decisivo per gli elettori.
Tridico: “Un operatore culturale in ogni comune”
Il candidato del centrosinistra, già presidente dell’Inps, ha puntato il dito sulle gravi carenze del sistema culturale calabrese: “Non ci sono bibliotecari, proponiamo un piano da 100 milioni di euro per finanziare 3mila operatori culturali in tutta la regione”.
Tridico ha richiamato la necessità di un modello partecipato, che coinvolga pubblico, privato e terzo settore, portando l’esempio virtuoso di Sant’Agata del Bianco e del progetto “Artisti senza scuola”.
Occhiuto: “Abbiamo investito, serve la guida degli intellettuali”
Dal palco, il governatore uscente ha rivendicato i risultati raggiunti: “Abbiamo finanziato 87 biblioteche nei piccoli comuni con oltre 4 milioni di euro e sostenuto i parchi letterari. Ma non basta: è il ceto intellettuale calabrese che deve guidare lo sviluppo culturale”.
Occhiuto ha rilanciato l’idea di una Consulta sulla cultura legata alle università e di un film su Corrado Alvaro: “Basta film sulla ‘ndrangheta, raccontiamo le bellezze della Calabria”.
Scintille sulla Grotta del Romito
Il confronto si è infiammato quando Occhiuto ha accusato l’avversario di non conoscere la Grotta del Romito a Papasidero, sito archeologico di rilevanza internazionale. Tridico ha replicato con durezza, accusando il presidente uscente di “spocchia da politico di lungo corso”, ricevendo a sua volta una risposta ironica: “Un’arroganza che fa dubitare del fatto che sia davvero professore universitario”.
Sanità: la partita delle partite
Se sulla cultura i toni sono stati accesi ma civili, sulla sanità calabrese il clima è diventato rovente.
Tridico ha denunciato la “devastazione” derivata dalla chiusura degli ospedali e l’”emigrazione sanitaria” che costringe migliaia di calabresi a curarsi altrove: “Cariati è stato riaperto solo per finta. Servono investimenti veri e più medici”.
Occhiuto ha replicato difendendo il ricorso ai medici cubani e rivendicando gli investimenti sulle specializzazioni e sulla rete territoriale: “Abbiamo trovato il deserto, oggi l’ospedale della Sibaritide è una realtà. E i dati del Ministero dicono che la Calabria è la regione che è cresciuta di più nei Lea“.
Cultura e sanità al centro del voto
Il faccia a faccia di Sciabaca ha segnato un passaggio chiave: la cultura entra di forza nella campagna elettorale, affiancando la sanità come tema decisivo. Due visioni a confronto: Tridico punta su spesa pubblica e operatori diffusi, Occhiuto su investimenti mirati e protagonismo degli intellettuali.



