“La Calabria non ha bisogno di assistenzialismo, non ha bisogno di un reddito di dignità che non sarebbe nemmeno finanziabile con i fondi europei. Ha bisogno di mostrare al Paese che è una regione straordinaria, con grandi risorse“.
In videocollegamento con la sala dove l’Udc ha presentato le liste, Roberto Occhiuto fissa il perimetro del messaggio: stop a sussidi bandiera, sì a opportunità e riforme.
“La ’ndrangheta non sia l’alibi per dire che qui non si può fare”
“Per troppo tempo della Calabria si è parlato solo in chiave negativa, della ’ndrangheta che fa schifo a tutti. Non diventi un alibi per sostenere che nulla si può fare“. Occhiuto rivendica una narrazione opposta: “Amiamo questa regione e ne parliamo bene“, ribadendo il binario legalità–sviluppo come premessa per attrarre investimenti.
Riforme rivendicate: rifiuti, consorzi, ospedali
“Molte riforme le abbiamo fatte. I consorzi di bonifica: da 11 baracconi a uno. La riforma dei rifiuti: ricordate il 2021, con l’immondizia fino al primo piano? Abbiamo messo in moto ospedali che stavano sulla carta, come quello della Sibaritide, quasi finito. Ne stiamo costruendo altri“. L’elenco è una controstoria rispetto all’immagine di inefficienza: “Non abbiamo la bacchetta magica, ma molto rispetto al passato è stato fatto“.
“Non mi fermo a un avviso di garanzia. La parola ai calabresi”
Capitolo dimissioni: “In un Paese civile non ci si dimette per un avviso di garanzia. Ho notato dirigenti che mi vedevano azzoppato. Allora ho detto: facciamo decidere ai calabresi chi deve occuparsi del futuro, evitando un anno di immobilismo“. Il perimetro politico è chiaro: ricandidatura per “completare” il cantiere delle riforme.
Il nodo “reddito di dignità”: il fronte del no
L’affondo resta sul reddito di dignità: “Non è finanziabile coi fondi Ue“. Per Occhiuto la misura è assistenzialismo mascherato, il contrario di ciò che servirebbe: lavoro, impresa, infrastrutture, sanità funzionante. Dall’altra parte, il messaggio è una sfida agli avversari: meno slogan, più piani operativi.



