Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha lanciato un duro attacco contro il progetto del Ponte sullo Stretto e le politiche del governo, parlando a Villa San Giovanni in occasione di una iniziativa elettorale a sostegno del candidato progressista alla presidenza della Regione Calabria, Pasquale Tridico.
La critica al Ponte e il “mostro” di Cannitello
Conte ha definito il Ponte sullo Stretto una “megalomania” del ministro delle Infrastrutture e ha puntato il dito contro le conseguenze visibili sul territorio. «Del Ponte sullo Stretto, per adesso, c’è la ferita di cemento che è l’ecomostro della variante ferroviaria di Cannitello a Villa San Giovanni. Cosa c’è stato per la popolazione? Nulla», ha affermato.
Il leader pentastellato ha contestato il rilancio del progetto da parte del ministro, accusato di non riuscire a garantire un servizio ferroviario efficiente nel resto d’Italia. Ha poi denunciato il prelievo di fondi destinati alla regione: «Che cosa ha fatto ai calabresi? Ha tolto 300 milioni destinati ai fondi di coesione che servono come il pane in questo territorio che è l’ultima landa dell’Europa, con tante disuguaglianze economiche e sociali».
Secondo Conte, questi 300 milioni sono stati “presi per buttarli lì,” mentre il progetto del Ponte è contestato dalla Corte dei conti per “carenze finanziarie, carenze ambientali e carenze progettuali,” portando al rinvio continuo dell’inizio dei lavori.
L’Alta velocità e i fondi spariti
L’accusa di Conte si è estesa anche al settore dei trasporti, dove il progetto del Ponte sarebbe privo degli strumenti necessari per la sua utilità: l’Alta velocità.
«Nove miliardi e 400 milioni sono spariti dal fondo complementare Pnrr che avevamo portato noi. Gli abbiamo dato i soldi e hanno dovuto rinunciare perché non hanno capacità progettuale di realizzare lo strumento necessario per arrivare al Ponte», ha spiegato.
Bollo auto, Isee e viabilità precaria
Durante l’incontro, Conte ha calorosamente appoggiato la proposta di Pasquale Tridico di sospendere il bollo auto in Calabria come forma di compensazione per le gravi condizioni della viabilità regionale.
Ha sostenuto che, almeno per le persone con una soglia Isee bassa, il bollo non dovrebbe essere pagato data la mancanza di “strade infrastrutture dignitose, degne di un paese civile.” Ha sottolineato come l’auto sia spesso l’unico mezzo di spostamento nella regione: «Qui, se non ti muovi in macchina, dove vai?»
Contro i potenti e per la povera gente
In conclusione, Conte ha collegato le scelte politiche del governo a un atteggiamento di favore verso i poteri forti. Riferendosi anche a leggi come quella sul superbollo, ha affermato che «Davanti ai potenti, ai poteri forti, che siano banche o imprese assicurative, che siano Israele e i loro alleati ci si inchina. Invece gli italiani e la povera gente vengono mazzolati».



