Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha chiarito la sua intenzione di restare in carica fino alla prossima tornata elettorale della primavera, garantendo la continuità amministrativa sia al Comune che alla Città metropolitana.
Parlando ai giornalisti a Lamezia Terme a margine di un incontro con Pasquale Tridico, Falcomatà ha escluso l’ipotesi di dimissioni immediate, una mossa che avrebbe potuto innescare lo scioglimento del Consiglio comunale e, di conseguenza, il commissariamento dell’ente.
“Non mi dimetterò per evitare che arrivi lo scioglimento del Consiglio comunale e quindi il commissariamento,” ha spiegato. “Arriveremo alla decadenza nei tempi previsti dalle normative, assicurando governo e stabilità fino alla tornata elettorale.”
Decadenza da sindaco e tempi di legge
La sua posizione da sindaco è destinata a decadere in seguito all’elezione a consigliere regionale. La proclamazione ufficiale avverrà solo dopo le verifiche formali dei risultati, che sono attese tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Soltanto con la proclamazione scatteranno i termini di legge che regoleranno la sua decadenza dalla carica di primo cittadino.
La sconfitta del centrosinistra e il ruolo del Pd
Falcomatà è intervenuto anche sull’esito delle recenti elezioni regionali, che hanno visto la coalizione progressista guidata da Pasquale Tridico uscire nettamente sconfitta.
“È stata una sconfitta netta, che richiede una riflessione seria e collettiva nel centrosinistra,” ha commentato il sindaco, pur riconoscendo a Tridico di essersi “calato pienamente nei problemi della Calabria, offrendo una proposta di governo alternativa e conducendo la campagna con grande signorilità.”
Riguardo al ruolo del Pd, il sindaco ha lanciato un chiaro, seppur non polemico, riferimento interno: “Abbiamo portato avanti una campagna elettorale costruita dal basso, non contro qualcuno ma per qualcosa. È evidente quello che è accaduto, ma resto orgoglioso del risultato. È frutto di un percorso fatto tra le persone, nelle piazze, e non nelle segreterie di partito.” Ha rimarcato come, nonostante una partenza in ritardo, la candidatura abbia trovato forza nel lavoro svolto durante dodici anni di amministrazione, costruendo una “rete civica e politica” cresciuta strada facendo fino al culmine del comizio finale in Piazza De Nava.



