L’Unione Sindacale di Base (USB) Calabria ha espresso profonda preoccupazione per la detenzione di Vincenzo Fullone, attivista calabrese originario di Mirto Crosia.
Fullone è stato fermato dalle autorità israeliane mentre era a bordo di una nave della Freedom Flotilla Coalition e del progetto “Thousand Madleens to Gaza“, che trasportava medicinali e aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza.
L’attivista era imbarcato insieme a personale sanitario e attivisti internazionali con l’obiettivo di portare solidarietà concreta al popolo palestinese.
USB Calabria sottolinea come Fullone sia un “compagno… impegnato da sempre in prima persona nelle battaglie per la libertà e la giustizia del popolo palestinese,” ricordando la sua recente partecipazione alle mobilitazioni a Cosenza.
Appello alle istituzioni
La preoccupazione per l’incolumità di Vincenzo Fullone cresce, anche considerando che l’attivista aveva già operato a Gaza in passato, rendendolo, secondo l’USB, un probabile bersaglio dell’esercito israeliano.
L’USB Calabria si è unita all’appello già lanciato dal coordinamento dei comitati calabresi per la Palestina e dalla sindaca di Mirto Crosia per chiederne la liberazione immediata.
L’organizzazione sindacale ha chiesto un intervento immediato delle istituzioni calabresi e nazionali, rivolgendosi in particolare al Presidente della Regione Roberto Occhiuto, ai consiglieri regionali e ai parlamentari calabresi di ogni schieramento politico. L’obiettivo è che si adoperino per la liberazione immediata di Fullone e per la tutela di tutti gli attivisti italiani impegnati in missioni umanitarie verso Gaza.
Mobilitazione permanente
USB ha ribadito il proprio impegno a partecipare e promuovere tutte le mobilitazioni non solo per la libertà di Vincenzo Fullone, ma anche per la liberazione dei “10.000 ostaggi palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.”
L’Unione Sindacale di Base Calabria ha concluso riaffermando che “la lotta per la Palestina e contro il riarmo non si ferma,” e che la Calabria ha dimostrato di stare “con la pace, la solidarietà e la resistenza dei popoli.” La mobilitazione, come dimostrato dai recenti scioperi generali, è considerata permanente.



