Dopo 735 giorni di conflitto, il governo israeliano ha ratificato l’atteso accordo con Hamas, segnando una svolta determinante e l’inizio di una tregua nel Medio Oriente.
L’intesa, siglata in Egitto giovedì mattina, ha fatto scattare immediatamente il cessate il fuoco a Gaza e prevede la liberazione di tutti gli ostaggi detenuti nella Striscia.
Le fasi chiave: ritiro e rilascio dei prigionieri
L’accordo stabilisce un cronoprogramma rigoroso per le prossime delicate fasi:
- Ritiro israeliano: L’esercito israeliano ha 24 ore di tempo per completare il ritiro delle sue forze fino alla cosiddetta Linea Gialla (come definita nelle mappe).
- Rilascio degli ostaggi: Una volta completato il disimpegno, Hamas avrà un massimo di 72 ore per rilasciare tutti gli ostaggi vivi attualmente in prigionia. L’ex presidente statunitense Donald Trump si è mostrato fiducioso, prevedendo che gli ostaggi saranno liberi “lunedì o martedì”.
Parallelamente alla liberazione degli ostaggi, la prima fase dell’accordo di pace prevede anche il rilascio di un elevato numero di detenuti palestinesi — quasi 2mila prigionieri — dalle carceri israeliane.
Impegno e monitoraggio internazionale
Per assicurare il rispetto del cessate il fuoco e monitorare la transizione, gli Stati Uniti invieranno sul campo un contingente di 200 militari. Sarà inoltre costituita un’apposita task force internazionale composta da Egitto, Qatar, Turchia e dagli Stati Uniti, Paesi cruciali per la mediazione.
La posizione italiana: soddisfazione e disponibilità
La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso grande soddisfazione, definendo l’accordo “una straordinaria notizia” e ha ringraziato esplicitamente Trump e le nazioni mediatrici.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha subito ribadito la prontezza dell’Italia a svolgere un ruolo attivo nel processo di pace:”L’Italia è pronta a fare la sua parte per consolidare il cessate il fuoco, per fare arrivare nuovi aiuti umanitari e per partecipare alla ricostruzione di Gaza.”
Tajani ha anche aperto alla possibilità di un impiego militare italiano nel caso in cui venisse creata una forza internazionale di pace, mirata a favorire la riunificazione della Palestina.
Si resta in attesa delle prossime ore, che saranno cruciali per il completamento del ritiro israeliano e l’inizio della liberazione degli ostaggi, sperando che questa tregua si consolidi in una pace duratura. (fonte calabria7)



