Il Codacons ha deciso di alzare il livello dello scontro con il Comune di Villa San Giovanni, presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria in merito alla campagna “strade sicure” e alle sanzioni elevate con l’uso di sistemi di videosorveglianza.
L’iniziativa, gestita dalla Polizia Locale, è finita nel mirino dell’associazione dei consumatori a seguito di numerose segnalazioni di cittadini multati con modalità ritenute illegittime e viziate da presunte irregolarità procedurali e documentali.
Criticità su privacy e tecnologia OCR
Uno dei principali rilievi mossi dal Codacons riguarda l’impiego di sistemi OCR (Optical Character Recognition) per la lettura automatica delle targhe in assenza di un pieno rispetto della normativa europea sulla protezione dei dati personali, in particolare il Regolamento UE 679/2016 (GDPR).
Tra le violazioni contestate spicca l’assenza del Documento di Valutazione d’Impatto (DPIA), obbligatorio per gli enti che gestiscono flussi veicolari consistenti e dati personali attraverso tali tecnologie. Secondo l’associazione, solo dopo un reclamo formale presentato al Garante per la Privacy, il Comune avrebbe provveduto, seppur in ritardo, a nominare un Responsabile della Protezione dei Dati (DPO).
Verbali e delibere nel mirino
L’associazione denuncia anche gravi carenze amministrative che renderebbero nulli numerosi verbali di contravvenzione. In particolare, il Codacons evidenzia:
- Mancanza di una delibera di Giunta che autorizzi l’installazione e la localizzazione degli impianti di videosorveglianza.
- Mancata indicazione nei verbali dei dati tecnici degli apparati utilizzati per l’accertamento.
Queste carenze, sommate a errori procedurali, sarebbero in contrasto con le pronunce della Corte di Cassazione, che stabiliscono la necessità di accertamento diretto per alcune tipologie di violazioni.
La posizione del Codacons
Il Codacons ha ribadito che la sua azione non mira a giustificare chi viola il Codice della Strada, ma a far rispettare il principio di legalità, che “deve valere anche per l’Amministrazione Comunale”.
Con l’esposto in Procura, l’associazione annuncia di voler proseguire con determinazione le azioni legali e istituzionali per tutelare i cittadini, coinvolgendo tutte le autorità competenti e vigilando sul rispetto delle norme in materia di privacy, sicurezza stradale e trasparenza amministrativa. (fonte calabria7)



