Una mattinata di luce dorata ha avvolto Borgo Serafino, dove le parole, la musica e le tradizioni si sono incontrate per dar vita a una giornata dedicata alla bellezza della cultura calabrese.
L’appuntamento, dal titolo evocativo “Versi e note d’autunno”, è stato organizzato dall’Associazione Jassa e dall’Accademia Mediterranea delle Lettere, delle Arti e delle Scienze di Grimaldi: un intreccio di poesia, riflessione e innovazione, nato per valorizzare i borghi e le loro radici.
L’evento ha preso il via con la presentazione ufficiale dell’Accademia Mediterranea, guidata da Roberta Sicolo e Luigi Michele Perri, che hanno illustrato le finalità di un progetto culturale ambizioso: creare ponti tra arte, ricerca, didattica e comunicazione, in dialogo costante con le istituzioni e i territori.
A seguire, una serie di interventi ha toccato temi cari alla memoria collettiva e all’identità dei luoghi. Giuseppe Grimaldi, con “Il pane di Zia Teresina nel borgo di Mangone” — premiato con targa da Franco Michele Greco — ha raccontato il valore simbolico del cibo e delle tradizioni familiari come strumenti di memoria e appartenenza.
Francesco Dodaro, con “Il cammino tra i borghi e il sentiero dei longobardi”, ha invece invitato a riscoprire la Calabria attraverso il passo lento dei viaggiatori, tra storia e natura.
Non è mancato lo sguardo al futuro, grazie all’intervento di Cesare Pisani, che ha affrontato un tema di sorprendente attualità: “L’intelligenza artificiale generativa in soccorso dei nostri borghi”. Un’analisi lucida e stimolante su come la tecnologia possa diventare alleata della valorizzazione territoriale e della memoria collettiva.
La parte artistica ha dato voce alle emozioni. Antonia Flavio, poetessa e autrice del libro “Diario bruciato”, ha incantato il pubblico con la sua sezione “Note e versi”, regalando un momento di intensa introspezione e sensibilità. Subito dopo, Eugenio Maria Gallo ha emozionato con un “Stralcio del XXXIII canto del Paradiso in dialetto dipignanese”, un omaggio alla tradizione linguistica e alla forza universale della poesia dantesca.
Prima delle declamazioni, i giovani musicisti di Paterno hanno portato sul palco “Sprazzi di musica popolare”, dimostrando che la tradizione può ancora parlare con voce nuova attraverso le generazioni.
L’incontro, introdotto da Carlo Misasi e moderato da Nicoletta Toselli, si è concluso tra applausi e riflessioni condivise. Un vero e proprio abbraccio tra memoria e innovazione, dove la cultura è diventata filo invisibile capace di unire passato e futuro, restituendo ai borghi calabresi il loro ruolo più autentico: quello di custodi di vita, identità e bellezza.



