“L’atteggiamento di Konecta al tavolo della Prefettura è inaccettabile e offensivo verso i lavoratori e le istituzioni calabresi. Negare l’esistenza di una crisi che vede 74 padri e madri di famiglia pronti a restare a casa dal 18 maggio è un atto di una gravità inaudita che richiede una risposta ferma da parte della Regione.” Con queste parole Elisabetta Barbuto annuncia il deposito di un’interrogazione urgente presso il Consiglio Regionale della Calabria.
“Mentre i lavoratori manifestavano in silenzio con maschere bianche per dire che ‘non sono fantasmi’, i vertici aziendali hanno cercato di renderli tali con una dichiarazione che nega la realtà dei fatti,” continua Barbuto. “Non possiamo permettere che una multinazionale tratti il nostro territorio con questa sufficienza, ignorando il dramma dei 74 lavoratori a tempo determinato ai quali viene negato ogni futuro.”
Con l’atto ispettivo presentato in Regione, Barbuto chiede alla Giunta di intervenire immediatamente: “Ho chiesto agli Assessori competenti di chiarire quali misure intendano adottare per tutelare i contratti in scadenza e per mettere Konecta di fronte alle proprie responsabilità sociali. La Regione Calabria era presente al tavolo e ha assistito allo sgarbo dell’azienda: ora è il momento di passare dalle parole ai fatti.”
“Crotone non può più accettare che i suoi giovani vengano espulsi dal mondo del lavoro nel disinteresse generale. La battaglia dei lavoratori ex Abramo è la battaglia di tutta la città, e io sarò al loro fianco finché ogni singolo posto di lavoro non sarà messo in sicurezza.”



