La ricorrenza del 25 aprile assume un significato profondo per la Calabria e per l’intero patrimonio culturale italiano con la riapertura ufficiale del Parco del Cavallo.
In occasione della Festa della Liberazione, il sito archeologico di Sibari torna accessibile al pubblico, segnando un traguardo fondamentale dopo i danni causati dalla violenta alluvione che aveva colpito il territorio nei mesi scorsi. L’evento rappresenta non solo il ripristino di un’area di inestimabile valore storico, ma un vero e proprio atto di resilienza contro le avversità naturali che hanno minacciato la memoria millenaria della Sibaritide.
Il messaggio di speranza di Monsignor Francesco Savino
Alla cerimonia di riapertura ha partecipato Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha offerto una solenne benedizione definendo il momento come un segno di riscatto per l’intera comunità. Nel suo intervento, il presule ha sottolineato come la terra di Sibari, nonostante le ferite inferte dal fango e dall’acqua, sia riuscita a preservare intatto il racconto del suo passato glorioso.
“Il 25 Aprile rappresenta, per l’Italia tutta, una data di Liberazione e ora, in questa Calabria ferita e resiliente, Sibari onora la sua: una liberazione dal fango, certo, ma anche una liberazione che tende a qualcosa di più grande. Tende alla bellezza. Alla conoscenza”, ha dichiarato Monsignor Savino, evidenziando il legame indissolubile tra la tutela della storia e la costruzione del futuro.
La cultura come respiro di un popolo
Il ritorno alla fruizione del Parco del Cavallo viene interpretato come un segnale di vitalità che supera la semplice gestione dell’emergenza. Secondo il Vescovo, la riapertura di un luogo della cultura dopo un disastro costituisce un atto di fede nella vita e una risposta decisa a ogni tentazione di resa. L’attenzione è rivolta in particolare alle nuove generazioni, affinché possano trovare nelle radici antiche di questa civiltà uno stimolo per la ricerca della propria identità e del senso di appartenenza al territorio.
Il lavoro svolto per il recupero del sito archeologico restituisce alla Calabria un punto di riferimento internazionale. Il Parco del Cavallo torna a essere una casa comune per i cittadini, i giovani studiosi e i turisti stranieri, confermando che la memoria collettiva, quando supportata da un impegno corale, è in grado di vincere l’oscurità e tornare a risplendere attraverso le testimonianze del passato.



