“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Con le parole di Luciano Ligabue, il neo consigliere regionale e Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco, risponde a un articolo online che lo accusa di fare “voli pindarici” riguardo al progetto di un aeroporto nell’area di Sibari.
Per Greco, “se c’è una cosa che la storia ci insegna, è che ogni progresso è nato da un sogno.” Tali sogni, spiega, si calano nella realtà attraverso la visione, lo sviluppo e, in particolare, attraverso infrastrutture e collegamenti che permettono a un territorio di crescere.
Un motore di sviluppo per un’area strategica
Il progetto di uno scalo aeroportuale, secondo Greco, non è un’utopia, ma un’idea concreta e un “motore di sviluppo” cruciale per un’area strategica della regione. L’obiettivo è concepire una struttura che funga da grande attrattore per il comprensorio del Pollino, che vanta un mix unico di risorse: un Parco nazionale, gli scavi archeologici di Sibari, la ricchezza culturale del Codex di Rossano, il porto di Corigliano, oltre alla prossimità tra montagne e mare.
“Uno scalo così significherebbe dare forma concreta a un sogno, offrendo nuove possibilità a un territorio che da troppo tempo chiede di essere raggiunto, non solo raccontato,” ha sottolineato Greco.
Turismo e accessibilità: l’ostacolo dei collegamenti
Il consigliere regionale ha evidenziato come il turismo non possa fiorire in assenza di collegamenti reali. Superati i 30 minuti di distanza, l’ospitalità diventa “un ostacolo,” e un visitatore costretto a impiegare ore per raggiungere la meta difficilmente tornerà. Un aeroporto, in questo contesto, “cambierebbe tutto,” portando linfa vitale all’economia locale, al settore ricettivo, alla cultura e alle imprese.
A sostegno della sua tesi, Greco cita esempi internazionali e nazionali. Ricorda la situazione in Florida o a Venezia, dove la coesistenza di più scali (Marco Polo e Lido) ne garantisce l’accessibilità e la competitività. Inoltre, fa riferimento ai recenti lavori dell’ENAC volti a favorire “reti di piccoli aeroporti e voli rapidi, sostenibili e diffusi,” con l’intento di ridurre le distanze tra i centri minori e le grandi città.
“Non sono voli pindarici. Sono visioni che guardano al futuro con i piedi ben piantati a terra,” ha concluso Greco. “Il futuro non si aspetta, si costruisce — passo dopo passo, sogno dopo sogno. E il mio sogno… si chiama Calabria: una terra che ha tutto per volare alto, se solo impariamo a crederci davvero.”



