«Basta allarmismi: sulla SS106 non c’è alcun definanziamento. I soldi restano sull’opera e verranno spesi quando i lavori lo richiederanno, secondo il cronoprogramma reale».
Con queste parole la Senatrice della Lega Tilde Minasi interviene con decisione sulle polemiche delle ultime ore, relative ai presunti tagli in Legge di Bilancio nel finanziamento dell’arteria ionica, puntando a porre fine alla disinformazione.
La Senatrice risponde in particolare alle accuse del Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e dell’Onorevole Elisabetta Baldino, definendole «fuorvianti». Secondo Minasi, ciò che la Legge di Bilancio prevede è una «rimodulazione tecnica delle annualità, non un taglio».
Una operazione di contabilità pubblica
La Minasi spiega che sostenere il contrario significa «ignorare le regole basilari della gestione e della contabilità pubblica». Quando si finanzia un’infrastruttura, le risorse vengono distribuite su più anni. Tuttavia, se in un dato anno l’opera non è pronta a spendere le risorse previste – a causa di contenziosi, gare più lente o slittamenti dei SAL (Stati di Avanzamento Lavori) – quelle somme rimangono ferme, generando residui.
Con le nuove regole europee, i residui pesano sui conti e possono mettere a rischio la stessa opera. La rimodulazione, dunque, «serve a salvare i fondi, spostando le quote dagli anni in cui non si possono usare a quelli in cui si spenderanno davvero, evitando di bruciare appunto risorse e di appesantire il bilancio».
Si tratta, secondo la Senatrice, di un’operazione prevista dagli strumenti di contabilità, che consente flessibilità per allineare gli stanziamenti allo stato effettivo dei lavori e reiscrivere le somme con i successivi provvedimenti di bilancio a fronte di cronoprogrammi aggiornati. In sostanza: «nessuna rinuncia, ma un calendario più realistico per portare i cantieri a compimento».
Nessun taglio, solo propaganda
Minasi insiste sul punto politico: «Dire che ‘si taglia la 106’ o che ‘si salva solo il Ponte’ significa ingenerare paura senza motivo». Aggiunge inoltre che, data la fonte delle polemiche, si tratterebbe di «fake news al solo scopo strumentale di mettere in cattiva luce l’avversario politico sperando di trarne vantaggio».
«Qui non si toglie un euro alla Calabria – sottolinea la Senatrice – si fa quello che ogni Amministratore serio dovrebbe volere, cioè mettere in sicurezza la spesa per non perdere fondi e non bloccare i lavori. Nel 2026 restano risorse utilizzabili; e, dove servirà, si potranno riportare le somme sull’anno utile».
Infine, Minasi ricorda che «l’impulso politico e i finanziamenti pluriennali sulla SS106 sono stati assunti con il Ministro Matteo Salvini al MIT, con vertici dedicati e stanziamenti per circa 3,8 miliardi sull’asse ionico calabrese». Secondo la Senatrice, è in quel periodo che la programmazione è stata impostata e rafforzata, e per questo «dovremmo continuare a ringraziarlo, anziché attaccarlo». La conclusione è un appello alla concretezza: «Alla Calabria servono strade che si aprono e cantieri che avanzano, non propaganda fuorviante».



