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Allarme salute a Crotone: nei malati sostanze tossiche 300 volte oltre il limite legale

Un grido d’allarme sulla salute pubblica in Calabria, e in particolare nell’area di Crotone, è stato lanciato dal Dott. Pasquale Montilla, oncologo e consulente scientifico dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), durante l’iniziativa “Fair Play della Salute” tenutasi presso il Ministero della Salute. L’intervento del medico ha illustrato i risultati di analisi avanzate che evidenziano una correlazione drammatica tra inquinamento ambientale e incidenza tumorale.

Contaminazione Senza Precedenti

Montilla ha condiviso dati emersi da analisi sui pazienti, rivelando la presenza di biomarcatori mutageni e cancerogeni con valori che superano di almeno trecento volte i limiti di riferimento considerati accettabili.

«Nei pazienti affetti da patologie oncologiche in diversi stadi, abbiamo riscontrato la presenza di metalli tossici e di agenti chimici derivanti dalla produzione industriale che risultano saldamente ancorati nei tessuti tumorali», ha spiegato l’oncologo.

Il sito in questione è stato identificato come un’area industriale caratterizzata da contaminazione non solo da residui fosforici della produzione metallifera, ma anche da radiazioni ionizzanti. Per le Nazioni Unite, come ricordato dal Dottore, l’area di Crotone rappresenta una vera e propria “cancer mission”, ovvero un punto critico per lo studio dell’impatto dell’inquinamento sulla salute umana.

Dati respinti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

Nonostante la gravità delle evidenze riscontrate, Montilla ha sollevato una critica pesante: i dati epidemiologici relativi all’incidenza tumorale nella popolazione crotonese non sono stati inclusi nei database internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

«L’OMS li ha respinti», ha denunciato l’esperto. Questa mancata inclusione è una criticità che limita seriamente la comprensione complessiva del rischio sanitario nell’area e, di conseguenza, ostacola l’elaborazione e l’adozione di politiche pubbliche adeguate e urgenti a tutela della popolazione. La trasparenza e l’accettazione di tali dati risultano fondamentali per avviare azioni concrete di bonifica e prevenzione.