La già tesa atmosfera politica e personale che avvolge la città di Crotone ha toccato il punto di massima criticità.
Il consigliere comunale di maggioranza, Ernesto Ioppoli, ha formalmente depositato una denuncia-querela nei confronti del sindaco in carica, ingegnere Vincenzo Voce, presso la Procura della Repubblica di Crotone.
L’atto legale, preannunciato pubblicamente in Consiglio Comunale, è stato ufficializzato ieri, 6 novembre 2025, dallo stesso Ioppoli con una breve nota. Il comunicato informa che lo studio legale del foro di Catanzaro, nella persona dell’avvocato Settimio Ioppoli, ha provveduto a depositare la querela per i fatti risalenti al 27 ottobre scorso.
La lite scatenata dal progetto di edilizia sociale
All’origine dello scontro si colloca un episodio avvenuto il 27 ottobre presso il palazzo della Provincia, durante una riunione incentrata sul controverso progetto comunale per la costruzione di nuove abitazioni di edilizia sociale in via Israele, al confine tra i quartieri Tufolo e Farina.
Il progetto, ideato per ospitare alcune famiglie residenti nel quartiere Gesù, ha generato una forte opposizione tra i residenti, culminata con un ricorso presentato dal Comitato di quartiere Tufolo-Farina al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria per l’annullamento della delibera.
Secondo le ricostruzioni, nel corso dell’incontro, il consigliere Ioppoli – nonostante facesse parte della maggioranza a sostegno del sindaco – si è schierato apertamente contro la realizzazione dell’opera. Ne sarebbe scaturito un violento battibecco con il sindaco Voce, uno scontro verbale che, stando alla denuncia di Ioppoli, sarebbe degenerato in una vera e propria aggressione fisica da parte del primo cittadino.
Dimissioni e spettro del commissariamento
Il giorno immediatamente successivo all’episodio, il sindaco Vincenzo Voce aveva diffuso una nota annunciando le sue dimissioni dalla carica, accompagnate da scuse rivolte al consigliere Ioppoli e alla cittadinanza. Il gesto era stato motivato da un dichiarato “senso di responsabilità istituzionale”.
Tuttavia, la legge stabilisce che le dimissioni di un sindaco non sono immediatamente esecutive, prevedendo un periodo di 20 giorni dalla presentazione durante il quale il Sindaco ha la facoltà di revocarle. La scadenza di questo termine è prevista, presumibilmente, intorno al 17 novembre.
Se il sindaco Voce non ritirerà le dimissioni entro tale data, il Comune di Crotone sarà soggetto al commissariamento prefettizio in attesa delle prossime elezioni.
La scelta della giustizia e l’impatto amministrativo
Mentre la Procura di Crotone è chiamata a valutare i profili penali della querela sporta dal consigliere Ioppoli, la città si trova in un limbo amministrativo. Le voci, in particolare negli ambienti della maggioranza, si fanno insistenti per spingere il Sindaco a ritirare il passo indietro, con l’obiettivo di garantire la continuità amministrativa e salvaguardare l’accesso ai fondi PNRR e i progetti in corso.
La vicenda dell’aggressione, per la quale Ioppoli ha scelto la via della giustizia, si intreccia inevitabilmente con il futuro politico e amministrativo di Crotone, lasciando la città in attesa di una risoluzione sia in sede giudiziaria che istituzionale.



