Un forte segnale di accoglienza e inclusione sarà dato domani, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, dal pranzo offerto da Papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI.
Tra i centinaia di invitati, figurerà un gruppo significativo di circa cinquanta donne trans, segno tangibile della volontà di prossimità della Chiesa verso le persone che vivono ai margini.
Le donne trans, che saranno presenti al convivio, sono accompagnate nel loro percorso da don Andrea Conocchia, parroco di Torvaianica e punto di riferimento per la comunità, e da suor Genevieve Jeanningros, figure da anni impegnate nel lavoro pastorale con le persone più fragili.
La scelta di Papa Leone in continuità con il passato
La presenza delle donne trans non costituisce un gesto isolato, bensì la continuità di un cammino già avviato e più volte manifestato da Papa Francesco, che in diverse occasioni aveva voluto accogliere persone trans e lavoratrici del sesso in momenti comunitari e pubblici.
Dalla diocesi spiegano che Papa Leone ha scelto di confermare questo segno, interpretandolo come un gesto concreto di ascolto, prossimità e dialogo con coloro che sperimentano l’emarginazione.
Don Conocchia: “Un segno per tutta la comunità LGBT”
«Un sentito grazie a Papa Leone per questa occasione di incontro e di pranzo condiviso», ha dichiarato don Andrea Conocchia, che ha sottolineato l’importanza dell’evento.
Il sacerdote parla di «un bel segno di attenzione e vicinanza alle persone e a tutta la comunità LGBT», ribadendo come la Chiesa abbia il dovere di essere «una casa che accoglie tutti, in particolare chi ha vissuto esclusione, discriminazioni o violenze».
L’Aula Paolo VI unisce centinaia di fragilità diverse
Il tradizionale pranzo per la Giornata dei poveri riunirà in Aula Paolo VI centinaia di persone che versano in condizioni di difficoltà: dai senza dimora alle famiglie indigenti, dai migranti agli anziani soli e tutti coloro che sperimentano una forte vulnerabilità.
Accanto a loro, siederanno domani anche le donne trans che da tempo collaborano con la parrocchia di Torvaianica, inserite in percorsi di sostegno sia sociale che spirituale. Un’immagine che vuole rappresentare una Chiesa aperta, che si adopera per unire e non per escludere.



