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Vandali a Corigliano, danneggiato il monumento a Fabiana Luzzi: divelta la “scarpetta rossa”

Un grave atto vandalico ha colpito la villa comunale dell’area urbana di Corigliano, dove è stato profanato lo spazio dedicato alla memoria di Fabiana Luzzi, vittima di femminicidio.

Il personale comunale ha scoperto un pesante danneggiamento che ha interessato la celebre “scarpetta rossa”, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e del ricordo della giovane.

La scarpetta, che rappresenta la memoria di Fabiana, è stata divelta e lanciata a distanza. Fortunatamente è stata recuperata e subito consegnata al restauro, in attesa di essere ricollocata nel suo spazio. Non solo, ma anche la panchina che fa parte del percorso della memoria è stata danneggiata.

La mancanza di un sistema di telesorveglianza all’interno del parco comunale complica le indagini, rendendo difficile la ricostruzione dell’accaduto. Al momento, non risultano elementi utili per l’individuazione e l’identificazione dei responsabili di questo deplorevole gesto.

La voce delle istituzioni

Immediate sono arrivate le reazioni dal mondo istituzionale. Rosellina Madeo, presidente del Consiglio comunale di Corigliano Rossano, ha espresso profondo rammarico per l’episodio, sottolineando come atti di tale gravità dimostrino che “una parte della società non abbia ancora compreso il valore dei simboli legati alla memoria delle vittime”.

La presidente Madeo ha inoltre voluto esprimere vicinanza e solidarietà alla famiglia Luzzi, costretta a subire un oltraggio che riapre un dolore già immenso e profondo.

Il tragico ricordo di Fabiana Luzzi

Fabiana Luzzi aveva solo sedici anni quando fu barbaramente uccisa il 24 maggio 2013. Il suo assassino fu l’allora fidanzato minorenne, che la colpì ripetutamente con un coltello e tentò di darle fuoco. Il crimine scosse profondamente l’intera comunità e l’area della Sibaritide, lasciando una ferita mai rimarginata.

Nel 2016, il giovane fu condannato a 18 anni di reclusione per il delitto. Recentemente, a marzo 2025, è stato inoltre disposto un risarcimento a favore della famiglia Luzzi, che ha riconosciuto non solo la responsabilità diretta dell’autore, ma anche quella dei suoi genitori per la mancata vigilanza.